L’ obsolescenza programmata dei prodotti Piaga hi -tech, ecco come ci si può difendere
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fonte:
- Cronache di Salerno
Spesse volte chi si occupa di tutela dei consumatori si sente rivolgere la stessa domanda: “come ci si difende dalle pratiche commerciali fondate sulla obsolescenza programmata?”. Dare una risposta (sensata) è tutt’ altro che facile. Si potrebbe suggerire di sospettare del consumismo o di assumere un atteggiamento distaccato verso le ultime tendenze. Oppure di guardare con sospetto i martellanti annunci pubblicitari, soprattutto in materia di tecnologie, campo nel quale la versione più aggiornata di un modello di telefono cellulare è superata già dopo poche settimane. La risposta però non può essere soddisfacente, l’ intero sistema si nutre di frenetiche produzioni, le merci dunque debbono stazionare il meno possibile sugli scaffali dei supermarket. Garantendo tempi di avvicendamento ristretti dei prodotti si assicura la rigenerazione del consumismo, quindi la veloce circolazione della moneta, profitti, produzioni a costi accessibili e mantenimento dei livelli occupazionali. L’ eccessiva durata di un prodotto forse è il principale ostacolo alla vorticosa catena del consumismo. Meglio affidarsi all’ obsolescenza pianificata, ossia all’ adozione di accorgimenti tecnici che portano alla caducità programmata di prodotti (principalmente tecnologici) o a strategie che “costringono” il consumatore alla sostituzione ‘in tempi certi’ di vecchi prodotti. Il fenomeno è spiegato bene nel documentario della regista spagnola Co sima Dannoritzer intitolato Comprar, tirar, comprar – La historia segreta de la obsolescencia programada. Un film di 52 minuti che rivela come i prodotti acquistati durano sempre meno. Il documentario – pluripremiato – si apre con la storia di un ragazzo, Marcos, alle prese con una stampante che smette improvvisamente di funzionare; tre diversi centri di assistenza gli consigliano di comprare un apparecchio nuovo, in fondo il prezzo dell’ acquisto sarebbe di gran lunga inferiore al costo della riparazione. Vicende che toccano tutti, Marcos però è diverso, egli fa parte della minoritaria categoria dei consumatori che non si arrendono, così una ricerca in rete svela i primi segreti che hanno reso prematuramente obsoleta la macchina: un particolare chip infatti legge il numero di passaggi delle testine e dopo un quantitativo predeterminato di stampe ne causa il blocco. Nel corso del documentario, fra un filmato che 6GB di RAM LPDDR4X e 128GB di memoria interna UFS 2.1 espandibile con nanoSD fino a 256 GB; P30 Pro di 8GB di RAM e 128 o 256GB di storage (comunque espandibile). Connettività completa per entrambi con 4G/VoLTE (Cat.16), WiFi 802.11 ac dual band. Blue tooth 5.0, GPS, GLONASS, GALILEO,NFC, dual SIM, presa jack da 3,5 mm (solo P30) e USB Type -C 3.1. Per entrambi il sensore di impronte digitali è di tipo ottico e integrato sotto al display. La batteria è da 3.600mAh sul modello standard e 4.200mAh sul Pro, il primo con ricarica solo cablata a 22,5W e il secondo con ricarica cablata fino a 40W, wireless a 15W e wireless inversa per caricare altri smartphone e accessori. Sul comparto fotografico, realizzato in collaborazione con Leica, il modello Pro prende il largo. P30 è dotato di una tripla fotocamera posteriore con sensore principale da 40 MP con apertura f/1.8, uno grandangolare da 16 MP con apertura f/2.2 e uno con zoom ottico 3x, ibrido 5x e digitale 30x da 8 MP con apertura f/2.4. La foto racconta come la compagnia General Electrics già negli anni ’50 fosse chiamata a rispondere ad una Corte americana della sua partecipazione al cartello per la minore durata delle lampadine e un altro incentrato sulla teoria di Bernard London sulla necessità dell’ obbligatorietà dell’ obsolescenza come garanzia dei posti di lavoro, la regista segue le vicende di Marcos. Con una scena conclusiva semplice ma sorprendente: il giovane scarica un banale software gratuito da un sito russo, con reset del contatore e riattivazione della stampante. L’ immagine più emblematica è quella che raffigura la pagina di un manuale tecnico che Marcos, spulciando internet, riesce a reperire, su di essa è chiaramente riportato che la macchina è stata progettata per stampare diciottomila pagine, una volta esaurito questo quantitativo è destinata a bloccarsi. Un chip alla base del sistema, cui si accompagna la seduzione della pubblicità. Un sistema, appunto: vuoi vedere che senza le pratiche dell’ obsolescenza programmata non esisterebbe nemmeno un centro comerciale? Pierluigi Morena ufficio legale Codacons Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: [email protected] I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a sottoporci quesiti o a raccontarci le vostre “disavventure”… Vi risponderemo, in maniera rapida ed esaustiva, sulle pagine di Cronache.
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