L’ Iva non fa impennare i prezzi Per l’ Istat è allarme deflazione
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
ROMA. La crisi tiene l’ inflazione al guinzaglio e a ottobre si fermano anche i prezzi del cosiddetto carrello della spesa. Il termometro dell’ Istat rivede sì al rialzo le stime di due settimane fa, portando il tasso annuo dallo 0,7% allo 0,8%, ma la sostanza non cambia: si tratta comunque del livello più basso da quattro anni, e inoltre l’ asticella rispetto a settembre si abbassa sotto lo zero (-0,2%). La frenata apparentemente è una buona notizia, un beneficio per i portafogli degli italiani, però a una più attenta analisi economica non sfugge il rischio che nasconda il passo indietro dei prezzi, noto come deflazione. Insomma, nonostante dal primo ottobre sia scattato l’ aumento dell’ Iva, con l’ aliquota al 21% passata al 22%, i prezzi hanno proseguito la loro discesa. Tanto che l’ Istituto di statistica fa sapere che, se continua così, a fine anno il tasso risulterebbe pari all’ 1,2%, più che dimezzato rispetto al 3% del 2012. Soprattutto fa riflettere il ribasso dei prezzi su base mensile, il secondo consecutivo. A fiaccare le quotazioni è sicuramente il capitolo energia, con la benzina che è scesa del 5,4% su base annua. Al raffreddamento contribuiscono in parte anche gli alimentari, tra cui la frutta e la verdura fresca. Ma ciò non basta a spiegare il forte rallentamento. La chiave di lettura ancora una volta è offerta dalla crisi, con i prezzi che si arrestano di fronte a una domanda interna sempre più debole. Una spirale che può portare dritti alla deflazione, quando dalla frenata si passa alla discesa. Il fenomeno non lascia indifferente la Banca centrale europea, anche perché non è l’ Italia l’ unico Paese interessato. «La prospettiva di deflazione non è imminente ma i banchieri centrali devono monitorarla», spiega l’ espo nente della Bce, Ewald Nowotny. Mentre il membro tedesco del board della Bce, Joerg Asmussen, sottolinea: «A seconda di come si svilupperà l’ inflazione, sui tassi di interesse non siamo ancora alla fine delle nostre possibilità». Tornando dentro i confini nazionali, i dati dell’ I s t at trovano critici Federconsumatori e Adusbef, secondo i quali è «inverosimile» il crollo dei prezzi del carrello della spesa (allo 0,8%), che ha ormai annullato lo “spread” con l’ inflazione. Il Codacons fa invece riflettere su come, senza il rialzo dell’ Iva, la caduta sarebbe stata ancora più forte. Preoccupazione viene espressa anche dalla Coldiretti, che parla apertamente di «rischio deflazione».
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