L’ Iva infiamma i prezzi Inflazione record: a ottobre sale al 3,4%
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fonte:
- Avvenire
DA MILANO L’ Iva si abbatte sull’ inflazione, che schizza a livelli record. Il dato comunicato ieri dall’ Istat è pesante, non lontanissimo da quella soglia considerata critica del 4%: a settembre il tasso d’ inflazione annuo è salito infatti al 3,4%, il dato più alto da tre anni. Con un aumento su base mensile dello 0,6% (il rialzo maggiore da giugno 1995). A incidere negativamente sono state dunque le misure dell’ ultima manovra dell’ esecutivo Berlusconi che ha in qualche modo rassicurato l’ Ue, ma ha avuto evidenti ripercussioni sui prezzi e quindi sul potere d’ acquisto degli italiani: il carrello della spesa degli italiani (il raggruppamento dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dal cibo ai carburanti), balza di un +4,1%, un rialzo superiore al tasso d’ inflazione e in accelerazione dal 3,7% di settembre. Ma la corsa dei prezzi riguarda anche l’ Europa. Se rimane stabile al 3% nell’ Eurozona (anche se un anno fa era dell’ 1,9%), in quella a 27 l’ inflazione annua è aumentata al 3,4%, contro il 3,3% di settembre (un anno prima era del 2,3%). Per il paniere dell’ Eurostat in Italia, il tasso annuo è stato addirittura del 3,8% in ottobre. Ad accelerare sono quasi tutte le tipologie di beni e servizi. Dal punto di vista settoriale, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’ indice generale deriva dal rialzo congiunturale dell’ 1,8% dei prezzi dei beni energetici. Una voce pesante è sicuramente quella dei carburanti: a ottobre la benzina è aumentata del 17,8% (dal +16,3% di settembre) su base annua, mentre è salita dello 0,8% su base mensile. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’ indice dei prezzi al consumo sale al 2,4%. Guardando ai diversi settori di spesa i maggiori incrementi congiunturali dei prezzi rilevati ad ottobre riguardano bevande alcoliche e tabacchi (+3,7%), abbigliamento e calzature, e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (per entrambe +1,1%) e istruzione (+0,7%). Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano trasporti (+7,2%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,2%), e bevande alcoliche e tabacchi (+6,0%). Di fronte a questi numeri, le associazioni dei consumatori vanno all’ attacco. «L’ aumento dell’ Iva deciso irresponsabilmente dal governo Berlusconi ha determinato un aumento dell’ inflazione dell’ 0,6% come da noi previsto, massacrando le famiglie già ridotte sul lastrico», ha evidenziato il Codacons, secondo cui «senza interventi governativi questo Natale sarà il più magro degli ultimi dieci anni». La Cia-Confederazione italiana agricoltori punta il dito anche contro i «ritocchi delle accise sui carburanti, con effetti a cascata su tutti i beni di largo consumo. Compresi gli alimentari». Preoccupazione sul fronte imprenditoriale la manifesta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione: «L’ aumento dell’ inflazione che si concentra sui ‘consumi obbligati’ indebolisce il potere d’ acquisto delle famiglie penalizzando le spese, ma incide anche sui costi delle imprese, diminuendo la loro capacità di fare investimenti finalizzati allo sviluppo. Per il 2011 stimiamo un aumento dei costi di trasporto del 6-8% determinato dall’ incremento dei carburanti, e una crescita dell’ 8-10% dei costi dell’ energia a causa di un aumento delle tasse che ha ormai raggiunto il 37%». Per il nuovo esecutivo guidato dal professor Monti, problemi da segnare in agenda.
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