2 Marzo 2013

L’ Italia? È ritornata ai livelli di dieci anni fa

L’ Italia? È ritornata ai livelli di dieci anni fa

ROMA L’ economia italiana con un calo drammatico del 2,4%, indietreggia di oltre 10 anni, portandosi al di sotto dei livelli del 2001. Una regressione dovuta in gran parte al crollo dei consumi delle famiglie che, con una pressione fiscale arrivata al record del 44%, hanno ridotto la loro spesa di oltre il 4%. I numeri comunicati ieri dall’ Istat portano però anche altre brutte notizie. Il debito, al lordo dei contributi ai fondi Salva-Stati, è schizzato al 127% del prodotto interno lordo, oltre sei punti percentuali in più rispetto al 2011. L’ incremento delle entrate dovuto sia alle imposte indirette (+5,2% con Imu e accise) sia alle dirette (+5,2% con l’ Irpef e le addizionali regionali) non è bastato a contenere il debito, anch’ esso record dall’ inizio delle serie storiche nel 1990 e che supera le stime del governo. Il deficit rientra invece nei parametri europei, attestandosi esattamente al 3%. Numero tondo che potrebbe far archiviare la procedura per deficit eccessivo aperta nel 2009 dall’ Unione europea. Bruxelles, però, avverte che guarderà alla «qualità» delle misure di correzione che devono essere «sostenibili e durature». Unica nota positiva l’ aumento dell’ avanzo primario (cioè prima di pagare gli interessi sul debito), salito a + 2,5% sul Pil, in miglioramento rispetto all’ 1,2% del 2011. L’ inflazione conferma invece la gelata sui consumi: quinto calo consecutivo, all’ 1,9% dal 2,2% di gennaio. A rallentare la corsa dei prezzi, per l’ Istat, è anche il carrello della spesa, al +2,4% dal +2,7% di gennaio. Grazie soprattutto ai prezzi degli alimentari, i beni che pesano di più nel paniere dell’ istituto di statistica e in quello delle famiglie, passati a febbraio al +3% dal +4,8% di gennaio. Calano anche i prezzi dei servizi di comunicazione (-4,2%), in particolare quelli di telefonia mobile (-7%). Sale invece la benzina: +3,4% annuo. I consumatori vedono l’ inflazione ben superiore. Secondo la Federconsumatori gli aumenti sono tra il 2012 e il 2013 di 3.823 a famiglia. Il Codacons parla di «crollo della domanda e crisi del commercio: nel 2012, i consumi sono scesi del 4%. e per il 2013 andrà peggio, riportando l’ Italia indietro di oltre 50 anni».

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