30 Maggio 2020

L’ ITALIA DI VISCO TRA SOCRATE E KEYNES

«sappiamo di non sapere» ma «insieme ce la faremo»
matori. Una caduta che ha provocato la perdita di posti di lavoro, “con un milione di nuovi poveri” secondo la Coldiretti. E se per Federdistribuzione i dati “riportano il Paese indietro di decenni”, per Confesercenti “nuovi ed eccezionali segnali drammatici investono, purtroppo, famiglie ed imprese”. L’ andamento del Pil per il primo trimestre rileva la “grandissima difficoltà del nostro tessuto economico” e per Confesercenti “l’ attesa per il secondo trimestre è di un calo ancora più accentuato”. Sulla base delle rilevazioni Istat, il Codacons segnala che nel trimestre i consumi sono scesi di 1.365 euro a nucleo familiare, pari a 35,5 miliardi di euro in meno rispetto allo scorso anno. ‘ Incertezza’ è il termine più usato da Visco anche se con una vena di ottimismo dichiara ” Insieme ce la faremo ma senza retorica, perché servono scelte mature, consapevoli, guardando lontano, partendo dai punti di forza di cui qualche volta ci scordiamo e affrontando finalmente le debolezze che qualche volta non vogliamo vedere”. Ma il governatore della Banca d’ Italia non si ferma solo alla lettura dei numeri ma indica anche la ricetta per uscire dalla recessione Coronavirus che presuppone “la forza di rompere le inerzie del passato”. Ma se serve un “nuovo rapporto tra Governo, imprese dell’ economia della finanza, istituzioni, società civile e reale” serve anche un nuovo rapporto in Europa, perché “i fondi europei non potranno mai essere ‘gratuiti’, avverte Visco, ” il debito europeo è debito di tutti e l’ Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie, perché è la terza economia dell’ Unione. Ma un’ azione comune, forte e coordinata potrà proteggere e contribuire a rilanciare la capacità produttiva e l’ occupazione in tutta l’ economia europea”. Nelle sue considerazioni finali Visco sottolinea che i ritardi dell’ economia italiana non possono essere colmati semplicemente aumentando la spesa pubblica “se non se ne accresce l’ efficacia e se non si interviene sulla struttura dell’ economia” e che l’ azione accomodante della politica monetaria “non potrà sostituirsi agli interventi necessari per innalzare il potenziale di crescita”. Per questo, “le risorse vanno indirizzate dove si possono ottenere i rendimenti sociali più elevati”: Per farlo serve un miglioramento “continuo e profondo” della Pa, “con le necessarie semplificazioni e con la giusta attribuzione e consapevole assunzione delle responsabilità”. Va recuperato il ritardo accumulato nelle infrastrutture, sia quelle tradizionali, sia quelle ad alto contenuto innovativo, come le reti di telecomunicazione. E ancora “va migliorata la qualità del capitale umano, affrontando i problemi di fondo del sistema scolastico, dell’ università e della ricerca”. Il patrimonio naturale e storico -artistico “che costituisce l’ identità stessa del nostro paese” va preservato e reso sempre più frui bile in maniera sicura. Visco suggerisce “una ricomposizione del bilancio pubblico, un recupero di base imponibile e una riduzione del premio per il rischio sui titoli di Stato, un uso pragmatico e accorto dei fondi europei”. Ciò che soprattutto ci differenzia dalle altre economie avanzate, dice il numero uno di Bankiitalia, è “l’ incidenza dell’ economia sommersa e dell’ evasione, che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per quanti rispettano pienamente le regole”. E dunque serve un “profondo ripensamento della struttura della tassazione”, che tenga anche conto del rinnovamento del sistema di protezione sociale, e si ponga l’ obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi. “Politiche, riforme e comportamenti che ci riportino su ritmi di crescita sostenuta, diffusa ed equilibrata contribuirebbero anche a mantenere condizioni distese sui mercati finanziari, riducendo l’ onere medio del debito e favorendo il necessario graduale riequilibrio dei conti pubblici”, ricorda Visco, ribadendo che l’ incertezza che grava sui rendimenti dei titoli di Stato “può essere dissipata solo con scelte di politica economica che guardino oltre il breve termine”. Ma Visco offre anche una lettura politica della crisi del coronavirus che è di una gravità “senza precedenti” e porterà più debito e disuguaglianze, ma l’ Italia può reagire anche se non nasconde la preoccupazione di chi vede i rischi drammatici di un “disagio sociale crescente” e di una recessione durissima ma anche con la fiducia di poter sostenere la rinascita economica di un paese stravolto dalla pandemia. Perchè quando sarà finita “potremo ritrovarci in un mondo diverso”. Il governatore parla a palazzo Koch, davanti a un platea di soli 30-40 invitati con la mascherina e distanziati tra loro. Presenti diver.

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