1 Giugno 2018

L’ Italia cresce con scorte e consumi, investimenti -1,4%

 

L’ economia italiana è cresciuta nel primo trimestre grazie alle ricostituzione delle scorte e all’ aumento dei consumi, mentre gli investimenti hanno dato un contributo negativo e l’ export ha mostrato segnali di rallentamento. Nel primo trimestre il prodotto interno lordo italiano, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’ 1,4% nei confronti del primo trimestre del 2017. L’ Istat ha sottolineato che rispetto alla stima diffusa il 2 maggio la crescita del pil è rimasta invariata sia in termini congiunturali sia in termini tendenziali. Il primo trimestre ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%. Rispetto al trimestre precedente, i consumi finali nazionali hanno registrato un aumento dello 0,3%, mentre gli investimenti hanno evidenziato una diminuzione dell’ 1,4%. Dal lato degli scambi con l’ estero, le esportazioni sono diminuite del 2,1% e le importazioni dello 0,9%. Mentre la domanda nazionale al netto delle scorte ha registrato un contributo nullo alla crescita del pil, con un contributo positivo di 0,3 punti percentuali dei consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private, nullo della spesa delle amministrazioni pubbliche e negativo (-0,2 punti) degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta di 0,4 punti percentuali. In termini di dinamica del valore aggiunto si sono visti andamenti congiunturali positivi dell’ agricoltura, silvicoltura e pesca (+4,6%) e nell’ insieme dei servizi (+0,3%), invece l’ industria ha mostrato una piccola diminuzione (-0,1%). I dati Istat sul pil del primo trimestre hanno, quindi, visto i consumi finali nazionali salire dello 0,3% rispetto al trimestre precedente grazie all’ aumento della spesa delle famiglie (+0,4%). Una crescita che il Codacons ha definito ancora “debolissima e insoddisfacente” e sulla quale pende la spada di Damocle delle clausole di salvaguardia. “Se scatterà l’ aumento dell’ Iva e delle accise, la crescita della spesa registrata nel primo trimestre del 2018 non solo verrà annientata, ma si verificherà un’ ecatombe sul fronte dei consumi nel nostro pPaese, che scenderanno dello 0,7% solo nel 2019 per effetto dei rincari dei listini”, ha affermato il presidente Carlo Rienzi. “L’ incremento delle aliquote previsto dalle clausole di salvaguardia e l’ aumento delle accise, produrranno quindi una contrazione della spesa delle famiglie pari a -25 miliardi di euro, con effetti devastanti per l’ economia nazionale. I dati di oggi su pil non possono ritenersi soddisfacenti: l’ attesa ripresa dei consumi ancora non si vede, e rischia di non vedersi ancora per molto tempo se scatterá l’ aumento dell’ Iva”, ha concluso Rienzi.

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