28 Febbraio 2019

L’ Istat vede la fiducia in calo a febbraio

di MARCO VALSECCHI MILANO – Era un anno e mezzo che i consumatori non erano di umore così nero. E sono passati addirittura quattro anni da quando le imprese hanno guardato con così poca speranza al futuro, nell’ ormai lontano febbraio del 2015. La consueta indagine mensile dell’ Istat sulla fiducia degli italiani inquadra a febbraio un paese pessimista in quasi tutte le sue componenti: l’ indice relativo alle famiglie presenta un ampio calo a 112,4 punti dai 113,9 del mese precedente -con i tonfi peggiori che riguardano il clima economico e quello corrente -, mentre per le aziende si conferma l’ evolu zione negativa in atto dallo scorso luglio, col dato che scende a 98,3 punti dai 99,1 di gennaio. Anche in questo caso, la percezione che il tempo volga al brutto è piuttosto trasversale. A livello di settori, solo il commercio al dettaglio registra un miglioramento nell’ indice, mentre la manifattura paga le preoccupazioni legate alla produzione e le costruzioni soffrono il ridimensionamento delle aspettative in tema di occu pazione. “Il cedimento della fiducia di famiglie e imprese è ormai incontrovertibile, anche se gli effetti su investimenti e consumi si avvertiranno di più solo nei prossimi mesi”, commenta lapidaria Confcommercio, pronosticando che “quando, prima .o poi, verranno al pettine i nodi di finanza pubblica intrecciati con il peggioramento di Pil rispetto alle previsioni ufficiali, sarà complicato evitare dolorosi aggiustamenti di rot ta.” A chiedere un intervento in tempi rapidi è quindi Confesercenti, per cui “la priorità, ora, è spezzare la spirale al ribasso imboccata dall’ economia italiana.” Compito, questo, che secondo l’ associazione richiede “segnali forti e, soprattutto, chiarezza sul piano del governo.” Sul lato delle famiglie, invece, di “pessimo segnale” parla il Codacons, paventando a sua volta ripercussioni del clima di fiducia sui consumi. Mentre l’ Unione Nazionale dei Consumatori spinge sul tasto politico, affermando che “se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e governo, certo il divorzio è oramai alle porte.”

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