31 Marzo 2015

L’ Istat riscopre la fiducia “Le famiglie tornano a spendere”

L’ Istat riscopre la fiducia “Le famiglie tornano a spendere”

Uno slancio di ottimismo. I segnali positivi degli ultimi giorni, dal lavoro alle vendite al dettaglio, spingono la fiducia di aziende e consumatori. In particolare, certifica l’ Istat, le aspettative economiche delle imprese italiane tornano ai livelli del luglio 2008, quando la crisi era solo una minaccia e non un incubo con cui fare i conti tutti i giorni. Per ora si tratta di numeri messi nero su bianco dall’ istituto di statistica: nei prossimi mesi, si aspettano dal governo, dovrebbero trasformarsi in aumenti di fatturato e di consumi. Il clima, infatti, volge al bello per tutti i settori industriali, dalla manifattura, che segna un record da giugno 2011, alle costruzioni, dove il progresso riguarda anche – «seppur lievemente» – le attese sull’ occupazione, fino ai servizi e al commercio. La fiducia delle famiglie, invece, tocca i massimi dal 2002: sia le attese sull’ economia sia quelle personali fanno aumentare il numero di chi si dice pronto ad effettuare acquisti immediati di beni durevoli. E se si allarga lo sguardo a tutta l’ Europa, il nostro è il Paese che fa segnare il maggior miglioramento delle attese. La cautela degli analisti «La crescita della fiducia rappresenta una buona notizia per la ripresa ma resta da verificare come si convertirà in andamenti effettivi del Pil», dice il capo economista di Nomisma Sergio De Nardis. «I giudizi sul bilancio familiare – spiega – faticano a decollare, con un’ ampia area di famiglie che intacca i propri risparmi o contrae debiti». Più ottimiste le associazioni dei commercianti. «I segnali di crescita si irrobustiscono – spiegano dall’ ufficio studi della Confcommercio -. In particolare il sentimento delle famiglie può essere interpretato come un solido presupposto per una ripresa dei consumi, in parte già visibile nelle vendite al dettaglio di gennaio». Particolarmente confortante, segnalano gli analisti di Intesa SanPaolo, «l’ ulteriore aumento delle attese sull’ occupazione». A ridimensionare in parte il dato Istat è la Cisl: secondo il segretario confederale, Giuseppe Farina, «è positiva la crescita della fiducia degli imprenditori sulla ripresa, peccato, però, che il loro ottimismo venga smentito dalla stessa Istat che qualche giorno fa faceva registrare un preoccupante calo di ordini e fatturato». Pressing dei consumatori Voci contrarie da Federconsumatori e Adusbef, che bollano i dati dell’ istituto di statistica come «inverosimili» perché «le famiglie sono ancora attanagliate da una morsa che non lascia respiro» e, secondo loro stime, taglieranno anche i consumi pasquali del 7% circa. Mentre il Codacons chiede al governo di investire: «L’ esecutivo adesso deve liberalizzare il mercato, creare concorrenza e ridurre la pressione fiscale a carico di cittadini e aziende». I tassi Btp ai minimi In una giornata di segnali positivi, vedono rosa anche le Borse (+1,20% l’ Ftse-Mib a Piazza Affari), mentre segnano nuovi minimi i tassi dei Btp a 5-10 anni, con il Tesoro che colloca 2 miliardi di euro a 5 anni con rendimento record dello 0,55% e 2,5 miliardi di decennali all’ 1,34 per cento.
giuseppe bottero

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