15 Gennaio 2011

L’ istat conferma le stime provvisorie

Il carrello si svuota Roma. Il tasso d’ inflazione medio annuo per il 2010 è risultato pari all’ 1,5%, quasi raddoppiato rispetto a quello del 2009 (+0,8%). Lo comunica l’ Istat, confermando le stime provvisorie. L’ accelerazione di dicembre è dovuta sopratutto ai beni energetici (+1,8% su base mensile e +7,7% su base annua, dal 5,4% di novembre). Al netto della componente energetica e degli alimentari freschi, il tasso tendenziale di crescita dei prezzi al consumo è risultato pari all’ 1,4% (in lieve decelerazione rispetto a novembre). L’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo come saldi e promozioni, ha segnato un aumento annuo del 2,1% e congiunturale dello 0,4%. Guardando ai diversi capitoli di spesa, nel mese di dicembre l’ aumento congiunturale più significativo è stato rilevato per i trasporti (+1,4%); cali si sono verificati nei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,2%) e l’ istruzione (-0,1%). Sul piano tendenziale, l’ incremento più elevato si è registrato sempre nei trasporti (+4,2%); seguono abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,6%). Tra i settori che hanno evidenziato rialzi inferiori alla media (+1,5%) si trovano alimentari e bevande analcoliche (+0,2%), servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%). In diminuzione le comunicazioni (-0,9%). Nell’ ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti annui più alti hanno riguardato le città di Aosta (+3,8%), Napoli e Bari (per entrambe +2,3%), le variazioni più moderate hanno interessato Potenza (+1,1%), Campobasso e Palermo (per entrambe +1,4%). «La crescita dei prezzi risulta contraddittoria e inspiegabile, oltre che purtroppo ancora sottostimata». Con queste parole, Adusbef e Federconsumatori commentano in una nota il dato relativo all’ inflazione nel 2010 diffuso dall’ Istat, e chiedono misure urgenti a sostegno del potere di acquisto delle famiglie, che è diminuito del 9,6% dal 2007 a oggi. Sono necessari, secondo i consumatori, «controlli e verifiche» contro le speculazioni e una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso di almeno 1.200 euro l’ anno, si legge nella nota. Secondo l’ Onf (Osservatorio nazionale Federconsumatori) nel 2011 l’ aumento dei prezzi costerà 1.016 euro a nucleo familiare. Rincara la dose il Codacons: «Gli italiani nel 2010 hanno pagato una tassa invisibile di 450 euro, pari a quasi 38 euro in più al mese. Se si prendono in considerazione, più realisticamente, i prezzi della lista dei beni che rientrano nella spesa quotidiana, distinguendo cioè tra beni ad alta (+2%), media (+1,2%) e bassa (+1,2%) frequenza di acquisto, ecco che la stangata arriva a 480 euro in più rispetto al 2009, ossia una tassa di 40 euro al mese». 15/01/2011 nascosto –> –>

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