L’ Istat cambia il paniere
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fonte:
- il Tirreno
riviste le voci del caro-vita: esce il canone rai, entra il mango. l’ inflazione frena
di Michele Di BrancowROMALa Rai va in pensione e fa posto al mango. Nessun colpo di scena: la tv pubblica è destinata a sopravvivere e a continuare a incassare il canone dagli italiani. Ma il prezzo per vedere i canali di Stato, che com’ è noto si pagano insieme alla bolletta della luce, esce dal paniere Istat per fare spazio ad altre voci. Il mango appunto, frutto evidentemente significativo del gusto popolare, ma anche la lavasciuga, il robot aspirapolvere, l’ avocado e i vini liquorosi. Mentre insieme all’ obolo Rai, spariscono dal mazzo dei prodotti necessari per valutare il caro-vita le cabine telefoniche e il lettore Mp4: beni evidentemente troppo vintage per fotografare le abitudini di spesa delle famiglie. E dunque per valutare l’ andamento dei prezzi. Il canone Rai, d’ altronde, è ormai è assimilato a una tassa e non è più legato all’ acquisto di un servizio. Per non parlare delle sparute cabine telefoniche, ormai inutilizzate e soppiantante dalla telefonia mobile. È il segno dei tempi. E il paniere Istat, quasi 1.500 voci, si fa sempre più preciso. A partire da quest’ anno infatti, per calcolare l’ inflazione, si utilizzeranno anche i prezzi registrati alle casse dei supermercati e degli ipermercati attraverso la scannerizzazione dei codici a barre. La correzione dei metodi di calcolo dell’ Istat ha provocato alcune polemiche. L’ Unione consumatori ha sollevato dubbi sui pesi che vengono attribuiti ad alcune voci, prima fra tutte quella dei servizi bancari e finanziari che si riduce del 7,3%. Un alleggerimento, giudicato eccessivo, che rischierebbe di far apparire l’ indice dei prezzi più basso rispetto alla realtà. Intanto l’ inflazione a gennaio ha rallentato la sua corsa fermandosi allo 0,2% rispetto a dicembre e allo 0,8% rispetto a gennaio 2017 con il dato tendenziale più basso da dicembre 2016. I prezzi del carrello della spesa (beni alimentari, per la cura della casa e della persona) sono aumentati di più della media, dell’ 1% su base mensile e dell’ 1,2% su base annua. La frenata dell’ inflazione – ha osservato l’ Istat – si deve per lo più al rallentamento della crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati (+0,1% annuo a fronte di +2,4% a dicembre 2017), dei beni energetici non regolamentati e dei servizi relativi ai trasporti. L’ inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,3% per l’ indice generale e -0,1% per la componente di fondo. Entrando nel dettaglio, l’ Istat segnala una crescita dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche a gennaio 2018 dell’ 1,1% su dicembre e dell’ 1,3% su gennaio 2017. Per abbigliamento e calzature si registra un calo dei prezzi su dicembre (-0,1%) e un aumento dello 0,1% su gennaio 2017 mentre per l’ abitazione, acqua e elettricità si registra un aumento dell’ 1,3% su dicembre e del 2,5% su gennaio 2017. Per i trasporti l’ Istat segnala un calo dell’ 1,3% rispetto a dicembre e un aumento dell’ 1,6% su base annua. I consumatori accolgono come buona notizia il rallentamento dell’ inflazione ma il Codacons sottolinea che la crescita dei prezzi dello 0,8% su base annua si traduce in un aumento di spesa di 242 euro per famiglia media (2,4 componenti). Per una famiglia composta da una coppia e da due figli l’ aggravio di spesa – sostiene l’ Unione consumatori – arriva a 313 euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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