L’ Irap sarà più cara dello 0,75% Per i risparmiatori un aumento di 80 euro sul deposito titoli
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fonte:
- La Stampa
Tra i provvedimenti ancora in discussione della manovra spuntano due norme che se verranno approvate si tradurranno in una stangata dello 0,75% in più di Irap per le banche e di 80 euro in più per le famiglie italiane e le imprese, che nella loro filiale hanno un deposito titoli (obbligazioni, Bot, azioni e fondi comuni). Da un lato, il governo sta pensando di aumentare dello 0,75% l’ Irap (l’ imposta regionale sulle attività produttive) per le banche e gli intermediari finanziari. Secondo gli analisti finanziari, molti istituti di credito, soprattutto quelli più grandi e presenti in Italia, come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Monte Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi, si ritroveranno col dover sborsare qualche milione di euro in più. L’ aumenti dell’ Irap andrebbe però a sostituire un altro provvedimento, profondamente osteggiato dal mondo del credito e cioè: l’ aumento del prelievo fiscale per chi svolge attività di trading finanziario, con le ipotesi iniziali di introdurre una tassazione separata al 35% o ancora quella di applicare un’ addizionale del 7%. Ma il tema più delicato, ancora una volta, è quello che riguarda i consumatori. L’ esecutivo sta pensando di aumentare da 34,20 euro a 120 euro all’ anno l’ imposta di bollo applicata sui depositi titoli. In Italia ci sono circa 33 milioni di conti correnti. Tenendo conto che solo un terzo dei correntisti abbiano anche un deposito titoli, nelle casse dello Stato entrerebbero 800 milioni di euro in più dall’ aumento di 80 euro del bollo. Dura la reazione dei consumatori. E’ l’ ennesimo attacco al risparmio – sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons triplicare i costi del bollo del deposito titoli significa indurre gli italiani a nascondere i soldi nel materasso. Se verrà approvato questo provvedimento gli italiani risparmieranno ancora meno».
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