2 Dicembre 2015

L’ inutile coda per ticket e visite “Torni domani”.”È una vergogna”

L’ inutile coda per ticket e visite “Torni domani”.”È una vergogna”

IL REPORTAGE GIADA LO PORTO «Non si possono prenotare esami o visite. Provi a tornare domani». Il copione si ripete identico per tutta la mattina davanti agli sportelli dei centri unici di prenotazione di Palermo, nel secondo giorno di paralisi informatica alla Regione siciliana, dopo il black out causato da Engineering, ex socio di Sicilia e-Servizi, che lunedì ha staccato il server centrale per un credito verso l’ ente pubblico lievitato fino a 114 milioni. «È un problema di natura regionale, noi non c’ entriamo nulla », le frasi che arrivano al di là del vetro che separa gli sportelli dell’ Azienda sanitaria provinciale di via Cusmano dall’ area dedicata al pubblico sono sempre le stesse, si incrociano con le lamentele delle persone che dopo aver atteso il loro turno per prenotare esami e prestazioni specialistiche, sono costrette a tornare a casa a mani vuote. «Ho preso tre autobus ieri e altri tre oggi – dice Crocifissa Gentili, pensionata che abita in corso dei Mille – non ho nessuno che possa accompagnarmi in auto, sono sola, non posso permettermi un taxi con i pochi soldi di pensione che prendo». Giuliano De Luca tiene per un braccio la nonna Marisa, che soffre di un problema alla gamba destra, peggiorato nelle ultime settimane. «Il dolore è diventato insopportabile – dice Giuliano che nel giro di poche ore ha chiesto due giorni di permesso al lavoro per accompagnare la nonna – lunedì mi hanno detto di tornare questa mattina e che il problema si sarebbe risolto in giornata. Eccomi qui, dietro grossi sacrifici. Ma non è stato risolto nulla». Gli operatori sono rimasti tutta la mattina a mani conserte dietro agli sportelli, più che fornire informazioni hanno cercato di far capire ai pazienti qual era il reale problema che ha dato vita alla paralisi. La maggior parte dei cittadini era infatti all’ oscuro del contenzioso da oltre 100 milioni tra Sicilia e-Servizi e l’ ex socio privato che gestisce il “cervellone” informatico in Val D’ Aosta. «Non credo alle mie orecchie – dice Pietra Albici, dopo aver ascoltato attentamente la spiegazione di uno dei dipendenti dell’ Asp – . È vergognoso che questi “dispetti” da prima elementare ricadano sulle spalle delle persone che stanno male e necessitano di servizi essenziali». Anche il Cup dell’ ospedale Civico è rimasto paralizzato per tutta la mattina. «È giusto che la Regione paghi i suoi debiti – dice Luisa D’ Agostino che tiene tra le mani la ricetta di prenotazione per una visita oculistica – ma non a nostre spese». Situazione meno complicata sul fronte degli esami già prenotati. Le strutture si sono attrezzate con un sistema fai-da-te, effettuando ugualmente le visite, e invitando poi i pazienti a recarsi agli sportelli di banche e Poste italiane per pagare i ticket sanitari. «Abbiamo cercato di ridurre al massimo i disagi – dice Antonio Lubelli, neurologo, che in questi giorni sostituisce il responsabile del poliambulatorio dell’ Asp di via Cusmano – . Abbiamo effettuato le prestazioni lo stesso, consegneremo la pratica sanitaria ad avvenuto pagamento. L’ unico disagio per l’ utente, in questo caso, sarà quello di tornare una seconda volta per il ritiro della pratica ». Al Cup del Civico, invece, è stato consentito ai pazienti il pagamento del ticket nei propri sportelli e il rilascio della copia della ricetta in modo da prenotare successivamente, se il blocco fosse terminato in tempi brevi. Si sono però accumulate diverse centinaia di ricette «così abbiamo deciso di non accettarne altre – dice Giovanni Migliore, direttore generale del Civico – visto che la situazione è rimasta invariata ». I disagi maggiori li hanno vissuti i cittadini giunti da fuori città. «Vengo da Trabia – racconta Roberto Rollo che da San Nicola L’ Arena ha dovuto percorrere trentadue chilometri in motorino per prenotare una visita al collo ma è dovuto tornare a casa registrando un nulla di fatto – mi hanno consigliato di tornare domani. Non posso perdere un altro giorno di lavoro invano, nell’ incertezza, mi sembra una situazione surreale». Lo stop del collegamento con i server di Sicilia e-Servizi costringe coloro che arrivano da fuori città a tornare una seconda volta. «I nostri sistemi di prenotazione a distanza – dice Gioacchino Clesi, responsabile del Cup del Civico – che comprendono sia il fax che la mail sono vincolati alla piattaforma digitale». A giugno c’ era stato un blocco analogo, che paralizzò l’ amministrazione, concludendosi nel giro di 12 ore. Stavolta i primi risultati arrivano a 48 ore dalla paralisi, dopo la diffida di Sicilia e-Servizi e la protesta dei sindacati che hanno, come il Codacons, hanno annunciato una class action. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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