13 Gennaio 2013

L’ intervista

L’ intervista

        

«La “media del pollo” dell’ Istat rischia di fare danni consistenti. Ne è convinto Mauro Antonelli, responsabile provinciale del Codacons, che a proposito del nuovo strumento tecnico studiato per contrastare l’ evasione fiscale teme effetti pesanti nei confronti delle famiglie. Perché questo timore? Proprio per l’ impostazione che gli è stata data, perché la situazione statistica può essere profondamente diversa da quella di tante famiglie. Combattere l’ evasione è indispensabile, ma con il redditometro tarato in questo modo si rischia che ad andare incontro agli accertamenti siano non gli evasori ma i cittadini onesti. Quanto è concreto questo rischio? “Sballare” dai termini imposti come base di verifica non è così difficile, perché i parametri sono in alcuni casi incoerenti con le singole situazioni. Faccia un esempio Basti pensare al fatto che, in base al redditometro, è calcolato che ciascuna famiglia di Lecco, composta da 2,6 componenti medi, spende annualmente 941 euro in alcool e tabacchi. Io, come tantissimi altri, a questa voce dovrei riportare zero. Così, se anche risparmio tutto l’ anno in queste voci e lavoro sotto casa, per cui non spendo i prefissati oltre 2mila euro in benzina, e mi faccio una vacanza da 3mila euro, va a finire che vengo sottoposto ad accertamento, anche se non evado assolutamente nulla. Il margine di tolleranza del 20% è troppo ridotto? Certo. Sarebbe necessario alzarlo almeno al 30%, perché al momento, se si esce dai parametri si incorre nell’ imposizione di dimostrare di non essere evasori, con un onere della prova rovesciato che creerà parecchi problemi ai contribuenti. Ci sono altri elementi, però, che rischiano di creare problemi nell’ applicazione del redditometro. «I dati inseriti in questo paniere, come i 1.520 euro spese da ipotetiche famiglie lecchesi di tre persone per l’ abbigliamento, i 504 per le calzature o i 1.424 per le vacanze, sono riferiti ai dati Istat del 2011. Ma sappiamo che nel 2012 i consumi sono ulteriormente crollati. Il 40% dei lecchesi in vacanza non ci è nemmeno potuto andare». Cosa si dovrebbe fare, quindi, per combattere l’ evasione? Partire dalle patrimoniale, rendere detraibili più spese, incrociare le banche dati e utilizzare le informazioni a disposizione degli enti locali. Si alla caccia agli evasori ma no alla caccia alle streghe». C. Doz.
       

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