2 Febbraio 2010

L’ intervista a Ezio Maria Reggiani (vice presidente Confprofessioni): “Alla fine si pagherà di più, ma ora è il male minore”

Ezio Maria Reggiani è vice presidente di Confprofessioni La moratoria sui mutui delle famiglie? Il classico caso in cui si sceglie il male minore. Questo almeno il pensiero di Ezio Maria Reggiani, vice presidente nazionale di Confprofessioni. «La sospensione del pagamento delle rate del mutuo significherà quasi certamente un maggiore esborso per le famiglie – spiega Reggiani -, ma è altrettanto vero che, se si proseguisse di questo passo, alle già tante famiglie che non riescono a sostenere i pagamenti del mutuo se ne aggiungerebbero molte altre. E il risultato sarebbe un’ impennata dei pignoramenti di case, come già avvenuto negli Stati Uniti. Per questo è fondamentale che oggi le famiglie abbiano la possibilità di sospendere i pagamenti delle rate dei mutui, perché è oggi che rischiano di affondare in un mare di debiti. Non si tratta tanto di capire quanto costerà in più il mutuo complessivamente, ma di dare ai nuclei famigliari una ciambella di salvataggio che eviti loro danni ben peggiori». Codacons, che non ha siglato l’ accordo, ha criticato le condizioni poste dall’ Abi. Chiedeva 18 mesi di sospensione e che la stessa potesse valere per chiunque fosse in grado di dimostrare di non riuscire a pagare le rate del mutuo. «Ogni proposta prevede sempre dei paletti che rischiano di discriminare qualcuno. I paletti riguardanti l’ importo del mutuo (deve essere inferiore a 150 mila euro) e il reddito imponibile (non deve superare i 40 mila euro) escluderanno dalla moratoria molte famiglie che non se la stanno passando per niente bene. C’ è gente che magari ha dichiarato oltre 40 mila euro perché allora aveva un lavoro e guadagnava bene. Ma le stesse persone magari oggi il lavoro l’ hanno perso oppure guadagnano molto meno: in queste condizioni come si fa a tenere i ritmi delle rate da pagare?». Con il rischio del pignoramento della casa dietro l’ angolo. «Purtroppo sì. Il che significherebbe l’ innesto di un gravissimo problema sociale su un già preoccupante analogo problema. Per questo insisto sul fatto che, a fronte di un quasi certo aumento dei costi del mutuo per le famiglie che utilizzeranno la moratoria, oggi per loro è assolutamente necessario utilizzare questa leva per alleviare il grave peso che incombe sulle proprie finanze e sulle proprie ansie». Ma non si può trovare una soluzione che elimini i maggiori costi? «Assolutamente sì, basta ipotizzare già da ora un ulteriore successivo accordo tra istituti di credito e consumatori per attutire il più possibile i maggiori oneri. Quando sarà passato per tutti – banche comprese, perché anche loro hanno problemi di solidità da ristabilire – il brutto tempo e ci saranno condizioni di maggiore tranquillità, allora si potrà trovare la soluzione adeguata che permetta di minimizzare l’ incremento dei costi per la famiglie». Magari le banche potrebbero ampliare gli aiuti applicando meno rigidamente i criteri fissati dall’ accordo. «Me lo auguro. Sarebbe davvero importante un comportamento più flessibile da parte delle banche sul tema della moratoria. Questa è l’ occasione per gli istituti di credito di far emergere il loro ruolo sociale: magari partendo dall’ applicare in modo più flessibile quanto scritto nell’ accordo. Dando più valore alla storia personale dei propri clienti e andando oltre i freddi numeri del reddito imponibile».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox