8 Giugno 2019

L’ INTERVISTA

 

COSENZA – Nicola Adamo, 59 anni, consigliere regionale per diverse legislature, vicepresidente della giunta dal 2005 al 2009 con Agazio Loiero e deputato per un brevissimo lasso di tempo, nei giorni scorsi ha presentato un esposto al Csm contro il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, lamentando la violazione del principio d’ innocenza. L’ esposto arriva dopo l’ iscrizione del suo nome nel registro degli indagati nelle indagini “Lande desolate” e Passepartout” che vedono al centro una serie di opere pubbliche realizzate dalla Regione Calabria e finanziate con fondi comunitari. La scelta di presentare un esposto al Csm appare clamorosa e da una diversa angolazione anche coraggiosa. Cosa l’ ha spinta a farlo? «Ritengo non sia stata una scelta coraggiosa, ma una decisione doverosa. Ovviamente, questa iniziativa non ha nulla a che vedere con il merito dei procedimenti penali». Non l’ ha fatto quindi per fare, come si suol dire, “ammuina”? «E’ malevole, interessata e provocatoria la interpretazione di chi, in questi giorni, va affermando che io avrei tentato strumentalmente di inserire un diversivo rispetto alle vicende giudiziarie che mi vedono coinvolto. Ho dovuto, persino, dare incarico ai miei legali per verificare se sussistono gli elementi di una querela per diffamazione nei confronti del presidente del Codacons, che mi ha accusato di aver ”invocato il trasferimento del procuratore per incompatibilità ambientale”. Nulla di più falso. Una bugia per creare disorientamento e confusione ma anche per artatamente posizionare l’ agnello al posto del lupo. Ribadisco: mi difenderò nel processo e non dal processo. Non mi sottrarrò all’ accertamento dei fatti. Lo farò nel pieno rispetto delle regole e con la fiducia che ciascun cittadino deve nutrire nel lavoro dell’ Autorità Giudiziaria. Ho presentato l’ esposto al fine di tutelare la mia dignità ed i miei diritti di cittadino indagato». In che modo ritiene si sia violato il principio di presunzione d’ innocenza? Cosa c’ è di diverso in questa inchiesta dalle altre? «La violazione del principio della presunzione d’ innocenza può avvenire non solo attraverso distorsioni nello svolgimento del procedimento penale ma può anche registrarsi nelle attività extragiudiziali che conduce il magistrato requirente. E ciò avviene anche quando si promuove una informazione poco trasparente e distorcente, come nel caso in cui si omette di comunicare i pronunciamenti di giudici terzi che nei loro atti hanno già sottolineato la insussistenza indiziaria in riferimento alla richiesta di misure cautelari ma anche in relazione alle ipotesi di accusa. La diversità è segnata soprattutto dai tempi: il Presidente Mario Oliverio ed il sottoscritto siamo stati sottoposti costantemente ad indagini sin dal 26 novembre 2014, appena due giorni dopo che Olive rio vince le elezioni. Non si era ancora insediato alla presidenza della Regione. Per oltre quattro anni e mezzo siamo stati permanentemente ascoltati e monitorati. Di fatto, l’ indagine parte dalla Procura di Reggio Calabria, dove il dottor Gratteri a quella data esercitava il ruolo di procuratore aggiunto». Nicola Adamo, dirigente del Pd calabrese, in una conferenza stampa na nominato e messo piede all’ aeroporto di Lamezia Terme, la prima cosa che ha pensato di fare è stata quella di rendere visita al dott. Gratteri e non invece al Prefetto della città capoluogo. E’ aber rante poi possa succedere quello che fanno i parlamentari 5 stelle, che invece di proporre interpellanze e disegni di legge producono loro stessi attività investigative e inoltrano denunce a loro firma presso le Procure. Si sottrae così la politica alle sedi democratiche proprie e si consegna alla magistratura». Recentemente ha dichiarato che si ritiene invincibile non avendo mai preso un euro fuori posto. Cosa intendeva dire? «Sentirsi invincibile sarebbe tropo presuntuoso. Intendo dire, invece, che non ho temuto e non temo indagini e processi. Continuo a pensare che se non intaschi denaro fuori posto e non ti avvantaggi di utilità illecite, qualsiasi grave reato che ti si contesta verso la Pubblica Amministrazione, se non c’ è dolo, è destinato ad essere chiarito attraverso archiviazioni, proscioglimenti o sentenze assolutorie». Lei oggi non ha alcun ruolo istituzionale eppure nell’ inchiesta le si contesta un ruolo di cabina o regia politica. Lei questo ruolo lo rivendica? «Io rivendico solo il diritto ad esercitare il Io regista? mio impegno politico di media to. Non mi risulta che ci sia alcun articolo vicini alle del codice penale che definisce reato que Procure sto impegno anche quando si esercita nelle fasi nelle quali il tuo partito di appartenenza è impegnato con suoi rappresentanti al governo della regione. Quello del ruolo di cabina o di regia politica è una suggestione veicolata con insistenza, sin dall’ avvio di questa legislatura regionale, da una fonte giornalistica debbo dire, ahimé, molto cara al dott. Gratteri». La Calabria si trova al centro di vicende inerenti ai contrasti fra magistrati. Cosa ne pensa del verminaio che è venuto fuori sull’ Anm? Qual è stato il ruolo del suo partito, il Pd, in questa vicenda? «Il PD non ha avuto alcun ruolo in questa vicenda. Se dovesse essere accertato qualche eventuale illecito, che allo stato non emerge, ciò attiene alla responsabilità del singolo parlamentare. Per quanto riguarda la Calabria, confido che le nomine dei vertici degli uffici delle Procure dei Distretti Giudiziari della nostra regione non siano state decise attraverso condizionamenti provenienti da qualche presunto verminaio come quello che appare oggi nella rappresentazione della vicenda che ha investito il CSM e Interlocutori l’ ANM». del pm sono gna mediatica in riferimento alla sua i giudici , non vicenda? l’ opinione gne mediatiche con pubblica seguenti a suggestioni colpevoliste generate non da un distorto modo di esercitare il libero diritto di stampa e di informazione, ma come effetto di una attività extra giudiziale che consapevolmente va alla ricerca di una sorta di “consenso politico” a sostegno della azione giudiziaria. La giustizia va amministrata in nome del popolo, ma gli unici interlocutori di un magistrato requirente sono i giudici e non l’ opinio ne pubblica. Quando non è così, la giustizia “popolare” si trasforma in giustizia “populista”. Eloquente è il monito lanciato recentemente dal Presidente Mattarella, “anche per questo in Italia la magistratura non è composta da giudici e pubblici ministeri elettivi, e neppure da giudici o PM con l’ obiettivo di essere eletti”. Debordare da questi fondamentali principi potrebbe configurare il carattere di un’ azione giudiziaria illegale e, persino, eversiva».

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