12 Aprile 2013

L’ intervista

L’ intervista

        

Il problema vero è che le banche non danno più soldi né alle imprese, né alle famiglie. E i mutui vengono negati indifferentemente che si tratti di un operaio piuttosto che di un imprenditore. In futuro, avremo nuove difficoltà, quando i tassi variabili torneranno a crescere. È il pensiero di Mauro Antonelli, referente lecchese del Codacons, che conosce perfettamente i meccanismi che condizionano le famiglie del territorio. Il nodo restano le banche, allora? Hanno aumentato le condizioni per concedere i mutui. Prima la rata mensile poteva arrivare al 30% del reddito, mentre ora si arriva attorno al 23%. Il rapporto tra mutuo e valore della casa si è attestato attorno al 60%. Per non parlare dello spread. A fronte di tassi di interessi bassi, le banche applicano uno spread altissimo, attorno al 3,5%, quando prima della crisi galleggiava tra lo 0,6 e lo 0,7%. Questo è il differenziale oltre al tasso di riferimento Euribor o Bce. Significa che quando questi riprenderanno a salire, e fino a pochi anni fa erano al 5%, si arriverà a un interesse dell’ 8,5%, che metterà in difficoltà tante famiglie. Quindi, anche chi ottiene il mutuo rischia poi di trovarsi a non poterlo pagare. Quali sono le categorie che incontrano più problemi? La crisi non ha guardato in faccia a nessuno: commercianti, operai, imprenditori, impiegati. C’ è chi ha comprato una casa da 450mila euro perché percepiva oltre 3.500 euro netti al mese, senza contare lo stipendio della moglie. Ora, in difficoltà col lavoro, non riesce a pagare il mutuo. Quali consigli si possono dare a chi è alle prese con questa situazione? Bisogna tenere presente che le rate potranno aumentare del 30%. E chi parte con un tasso variabile, consideri di cambiare banca per cambiare tipologia di mutuo. C. Doz.

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