10 Giugno 2017

L’ intervento di Oss mi spinge a proseguire

vaccini e contrarietà  Caro direttore, scrive il fisico Stefano Oss di non aver resistito ai suoi propositi di stare zitto sulla questione dei vaccini. Si è imbufalito per la protesta di quei genitori che al Festival dell’ economia il 2 giugno chiedevano alla ministra Lorenzin libertà di scelta sulle vaccinazioni, visite prevaccinali e vaccini puliti da metalli. Ha definito questi genitori “non degni di potestà genitoriali”. Si è scandalizzato perché ha visto in foto una mamma che portava sulla schiena un cartello con lo slogan “giù le mani dai bimbi”. Lo ha definito di basso spessore culturale. Cosa doveva esporre questa mamma, il resoconto dell’ AIFA (Agenzia Italiana del farmaco)? Dati AIFA che in sostanza evidenziano negli anni 2014, 2015, 2016: – un totale di 21.658 reazioni avverse (8182, 7892, 5584) – di cui 3.351 solo da esavalente (infanrix hexa) (1857, 992, 702) – di cui 454 gravi (danni neurologici) – di cui 5 decessi (neonati prematuri vaccinati a 2 mesi e mezzo/3 con infanrix e prevnar, due dei quali anche rotavirus) due in piemonte, 1 in lombardia, 1 in sicilia, 1 basilicata. – dal 2005 al 2015 + 40% aumento in Italia di bambini con deficit del neurosviluppo. La Codacons per ottenere i dati AIFA ha dovuto fare denuncia alla Procura di Torino. In base a questi dati ha denunciato la ministra Lorenzin, perché pur essendone a conoscenza già il 10 maggio, non li ha resi noti al Parlamento e ha emesso il decreto il 19 maggio ignorando le informazioni ricevute. Codacons chiede: no all’ obbligo dove non ci sia una epidemia, esami prevaccinali e vaccini singoli. Questo voleva dire quella mamma con il suo slogan da ignorante che miete vittime secondo il fisico. Io ero lì e ho sentito le testimonianze di quei genitori, “non degni di potestà genitoriale”, che raccontavano del loro calvario. Il consiglio del fisico a questi genitori è “gente svegliatevi, fidatevi di chi studia veramente”. Ricordo a Oss che, il premio Nobel per la medicina Montagnier afferma: «negare le reazioni avverse alle vaccinazioni è un atteggiamento anti scientifico, questo non fa altro che diffondere una reazione anti-vaccinazioni. L’ atteggiamento corretto sarebbe quello di riconoscere il problema e fare ricerca per risolverlo». Grazie Oss d’ averci dato la forza d’ andare avanti. Angelina Pisoni Come sa i dati si possono sempre leggere in molti modi. E confesso che – pur non dovendo mai venir meno il rispetto per le posizioni di ognuno – mi preoccupa questa onda “anti”: anti politica, anti vaccini, anti tutto… Il tifo non aiuta mai. venite a farvi un giro Profughi, polemiche, autorità e periferia nSi legge da qualche giorno su “Alto Adige” delle “diversità di vedute” tra il sindaco di Bolzano e l’ assessore provinciale circa il mancato rispetto dei tempi entro i quali circa 230 “profughi” avrebbero dovuto essere trasferiti dal capoluogo verso altri comuni altoatesini. Il tutto sottolineato da dichiarazioni che evidenziano come, ancora una volta, si stia (mal) gestendo una situazione di emergenza che non terminerà con i trasferimenti in programma. Un anno fa circa l’ assessore Martha Stocker tuonava contro i comuni che non volevano “migranti” come se il numero delle persone da “accogliere” fosse “una tantum” e il problema si potesse risolvere una volta per tutte. I fatti dimostrano che, oltre ai gravi ritardi rispetto alle promesse fatte dalla Provincia al comune di Bolzano, il problema non sarà risolto con questi trasferimenti ma si dovrà subito dopo nuovamente inventare qualche provvedimento tampone e così via, tenuto conto del continuo incontrollato trasporto di richiedenti asilo dalle coste libiche a quelle italiane. A quando una realistica e dura presa di posizione da parte delle “autorità” prima citate che faccia capire al governo di Roma che la politica del prendiamo tutti a qualsiasi condizione è sciagurata e non fa il bene di nessuno (l’ Europa ipocritamente invocata ha da tempo chiuso le frontiere e le terrà chiuse), primi tra tutti di coloro che arrivano in Italia i quali, nel migliore dei casi, vanno a chiedere l’ elemosina per le strade e davanti ai supermercati? Se quelle stesse autorità girassero un po’ a piedi per Bolzano, Bressanone e Vipiteno, oltre che per molti altri comuni, se ne convincerebbero facilmente. Crescentino Bosco Se tutti i Comuni dell’ Alto Adige facessero la loro parte molte di queste polemiche non ci sarebbero nemmeno. E le autorità non vivono sulla luna, mi creda. dignità e fine vita Cattani, Riina e le regole nComprensibile e degno di riflessione l’ editoriale di Cattani, che (fortunatamente) non parla solo di Totò Riina ma lo ingloba nella più urgente problematica del fine vita, delle leggi dello Stato, del diritto negato, del dolore e della disperazione. Concordo. Ho letto anche le parole di Nicola Canestrini che non ha dubbi a proposito di scarcerazione per gravi motivi (ma lui interpreta alla lettera la legge e fa bene. Lo stimo per tanto altro e per la sua lucidità, meno per il suo fare spettacolare…). Un tema difficile quello da sopportare per chi ha subito violenze inimagginabili per mano di uomini, che la furia umana ha trasformato in criminali assassini per loschi interessi di potere e il loro diritto (nel fine vita) a essere considerati “cittadini” di uno Stato le cui leggi non devono (non possono) fare distinzione tra vittima e carnefice.Anche quando hanno scarcerato Prospero Gallinari per gravi motivi di salute io ero felice. D’ accordo c’ è un abbisso tra i due, ma nonostante il ribrezzo che provo solo guardando la faccia di Totò Riina, non me la sento di dire: “marcisci in carcere”. Magari lo direi da solo (conoscendo il timore della voce), senza pubblico, senza vanità, senza distrazione. Caro Alberto, la tua drastica risposta («Muoia in carcere»), la leggo invece come un digrignare di denti irrispettoso verso il comprensibile articolo di Piergiorgio Cattani che dell’ ora dell’ addio, del fine vita, del dolore e della morte non ha che lacrime amare da spendere, in un religioso silenzio. Antonio Marchi Mi vanto d’ aver chiesto quell’ articolo a Cattani. Io, invece, ho parlato anche di rispetto della legge e della dignità. Le regole valgono per tutti, certo. A patto che vi siano lo stesso approccio e le stesse attenzioni anche rispetto alla dignità di molti altri carcerati. per la frase detta in tv Ora Antonio Di Bella chieda scusa alla Klotz nHo seguito il programma della signora Annunziata sul terrorismo ed ho udito citare, dall’ ospite Antonio Di Bella in uno scambio con il signor Pacifici, la signora Eva Klotz come “terrorista” e mantenuta dallo Stato. Chiedo al direttore Di Bella di informarsi meglio e subito dopo scusarsi pubblicamente per aver diffamato una rappresentante eletta consigliera regionale e provinciale del Trentino- Suftirolo. La signora Eva klotz era la figlia di Georg Klotz – lui sì implicato in fatti di attentati dinamitardi, a giudizio dei servizi segreti italiani che cercarono di eliminarlo (il killer riuscì ad uccidere solo un compagno di Klotz, certo Luis Amplatz) – e nel 1960 aveva appena 9 o 10 anni! Mi stupisce che un giornalista italiano non abbia la capacità di informarsi meglio prima di fare certe affermazioni. La storia del Sudtirolo e dei suoi anni sfortunati è molto chiara, ci vuole però il tempo di leggerla! Attendo pubbliche scuse. Giorgio Pisetta.
alberto faustini

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