L’ inflazione tira il freno e rallentano i consumi
le associazioni dei consumatori: «gli aumenti delle tariffe comportano maggiori spese per le famiglie per 414 euro l’ anno»
Il tasso di inflazione in Italia rallenta all’ 1,4% a maggio. I dati definitivi dell’ Istat confermano che la corsa dei prezzi ha frenato, dopo aver raggiunto ad aprile l’ 1,9%, il livello più alto da oltre quattro anni e un valore in linea con l’ obiettivo della Banca centrale europea di un’ inflazione vicina ma inferiore al 2%. La fiammata dei prezzi era dovuta principalmente ai rincari dei trasporti per le vacanze di Pasqua e per il ponte del 25 aprile. Passate le feste, sono rientrati anche gli aumenti. Su base mensile, a maggio, l’ indice dei prezzi risulta addirittura in calo (dello 0,2%) come non succedeva da sei mesi. Sembra pian piano normalizzarsi anche la dinamica dei prezzi della frutta e della verdura fresca, che vedono aumenti tendenziali del 9,7% e del 7,7%, lontani dai rincari record di febbraio. Ma nelle campagne, secondo Coldiretti, le quotazioni sono finite «sottocosto per l’ effetto congiunto di speculazioni e siccità» scatenando una crisi diffusa. Intanto il carrello della spesa nel suo insieme, con i prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, vede aumenti in rallentamento su base annua dall’ 1,8% di aprile all’ 1,6% di maggio. Le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef stimano che questo livello di inflazione comporta comunque maggiori spese per 414 euro l’ anno a famiglie ed è «determinato prevalentemente da aumenti tariffari e non da un incremento della domanda interna, come invece sarebbe auspicabile». L’ inflazione italiana, nonostante il rallentamento, resta ai livelli più alti degli ultimi anni e su un valore analogo a quello della Germania. L’ Istat osserva che la frenata «è dovuta in particolare ai prezzi di talune tipologie di prodotto, la cui crescita si riduce di ampiezza pur rimanendo sostenuta: gli energetici non regolamentati (+6,8%, da +9,1% di aprile), i servizi relativi ai trasporti (+3,2% da +5,5%) e gli alimentari non lavorati (+3,8% da +4,7%)». «L’ inflazione cresce solo per effetto dei forti rialzi dei beni energetici e dei trasporti, che a maggio salgono rispettivamente del +6,8% e del +3,2%», spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi.composto da genitori e due figli», conclude Carlo Rienzi.
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