5 Gennaio 2013

L’ inflazione sale al 3% Consumi crollo record

L’ inflazione sale al 3% Consumi crollo record

 

L’ inflazione che sale, il costo del carrello dello spesa ancora di più, i consumi che crollano… Per il 2012 appena concluso si potrebbe parlare di una “tempesta perfetta” che ha colpito il portafoglio degli italiani, certificata ieri dall’ Istat e da un rapporto Coop. Peccato, però, che la definizione richiami un evento eccezionale, mentre gli stessi accadimenti negativi si erano già verificati nel 2011 e minacciano di ripetersi nell’ anno appena cominciato. Unica consolazione, con lo sguardo rivolto al futuro, il fatto che i prezzi dei carburanti non sembrano minacciare nuove fiammate nel breve periodo, il che potrebbe consentire di tenere sotto controllo almeno il caro vita nel 2013. Dunque, l’ ennesima conferma che il 2012 è stato un anno da dimenticare sul fronte dei prezzi è arrivata con i consuntivi forniti dall’ Istituto di Statistica. In particolare, la media dei rincari nei dodici mesi è risultata pari al 3%, due decimi di punto in più rispetto al 2,8% registrato per il 2011. Si tratta, altro elemento poco incoraggiante, del risultato più alto dal 2008. ma, come detto, ancor più preoccupante è risultato l’ andamento dei prezzi relativi ai beni inseriti nel “carrello della spesa”. In questo caso il rincaro complessivo del 2012 è stato di ben il 4,3% rispetto al 3,5% dell’ anno precedente. Più contenuta, spiega l’ Istat, è stata l’ accelerazione della crescita dei prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto che sono aumentati del 2,8%, rispetto al 2,6% del 2011. Ed ancora, il tasso di incremento medio an nuo dei prezzi dei prodotti a bassa frequenza di acquisto è persino sceso all’ 1,2%, dall’ 1,5% dell’ anno precedente. Il Codacons ha prontamente fatto di conto quantificando gli effetti dell’ inflazione: «Una stangata da 1.048 euro per una famiglia di tre persone e di 1.155 euro per un nucleo di quattro». Inoltre, secondo l’ associazione dei consumatori con un carrello della spesa che sale del 4,3% gli acquisti di tutti i giorni aumentano, per un pensionato che vive da solo, di 362 euro. Per far tornare i conti del bilancio familiare, secondo un’ analisi della Coldiretti/Swg, sei italiani su dieci (61%) hanno diminuito la spesa, mentre un 6% non riesce ad arrivare a fine mese. Secondo lo studio il 62% degli italiani cerca offerte speciali più che in passato mentre circa la metà (49%) fa la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti. Prendendo spunto dai dati Istat, l’ Ufficio Studi di Confcommercio sottolinea invece la tendenza al ridimensionamento del tasso d’ inflazione, «passato in pochi mesi dal 3,2% al 2,4% di dicembre, con una dinamica che potrebbe portare temporaneamente, nei prossimi mesi, il tasso di crescita dei prezzi al consumo al di sotto del 2%, a meno di nuovi interventi sul fronte fiscale, per adesso collocati a luglio con il previsto ulteriore incremento dell’ aliquota standard dell’ Iva». Non permette invece alcun esercizio d’ ottimismo il paragone con il resto del continente. Infatti, in Europa la situazione appare decisamente migliore. L’ inflazione è risultata stabile in dicembre nell’ Eurozona, e secondo la stima “flash” di Eurostat, il dato annuale è rimasto pari al 2,2% come nel mese precedente. Più nel dettaglio, la prima stima dell’ Istituto statistico Ue indica un aumento dei prezzi che resta elevato ma si è ridotto nel settore dell’ energia (5,2% contro il precedente 5,7%) mentre alimentazione, bevande e tabacco sono aumentati in dicembre del 3,1% (3% in novembre), i servizi dell’ 1,8% (1,6% in novembre) e i beni industriali, esclusa l’ energia, dell’ 1,1%, come nel mese precedente. L’ inflazione galoppante, naturalmente, non può non impattare sulla dinamica dei consumi, e quindi non sorprendono le risultanze dell’ indagine “Consumi & Distribuzione” effettuata dalla Coop in collaborazione con Ref Ricerche e Nielsen. Il 2012 ha fatto segnare la più ampia contrazione dal dopoguerra dei consumi delle famiglie (-4%) e per il 2013 si stima un ulteriore calo dell’ 1,3%. Dopo sei anni di crisi, quindi, i consumi degli italiani torneranno in media indietro di ben 17 anni, ai livelli del 1996. In grande difficoltà gli alimentari (la spesa deflazionata procapite più bassa dagli anni ’60), l’ auto (valori tornati al 1974), l’ abbigliamento (1984). In arretramento anche i viaggi (1994) e la ristorazione (1999). Infine c’ è da segnalare la vitalità delle vendite della grande distribuzione nel periodo natalizio, anche se le famiglie hanno concentrato gli acquisti di cibo e regali in iper e discount. «I consumi sono diminuiti quattro volte di più di quanto è calata la spesa pubblica e la vera spending review in Italia le famiglie l’ hanno fatta a casa propria riducendo gli sprechi e il superfluo anche negli acquisti di Natale – ha spiegato Albino Russo, responsabile dell’ ufficio studi economici di Ancc-Coop -. Senza possibilità di andare in vacanza o anche al solo ristorante gli italiani si sono rivolti alla grande distribuzione per allestire la tavola delle festività e fare i piccoli regali di famiglia. Premiando però soprattutto i formati più economici e convenienti».

marco ventimiglia milano

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