L’ inflazione resta a zero è la più bassa dal 1959
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• ROMA. Inflazione ai minimi da oltre mezzo secolo. Nel 2014 il tasso annuale dei prezzi al consumo si ferma al +0,2%, il livello più basso dal 1959. A pesare, il calo prolungato dei costi delle materie prime, soprattutto energetiche, e dei beni di importazione, che si aggiungono alla persistente debolezza della domanda di consumi delle famiglie. E se il mese di dicembre vede il tasso registrare una variazione zero, il 2014 consegna al nuovo anno un’«eredità» che rischia di trascinare il 2015 in deflazione. I dati diffusi dall’ I s t at confermano la stima preliminare comunicata la settimana scorsa. A dicembre l’ indice dei prezzi al consumo registra una variazione nulla sia su base mensile che su base annua (dal +0,2% di novembre), mentre il tasso medio annuo per il 2014 si ferma a +0,2%, in rallentamento di un punto percentuale rispetto al +1,2% del 2013. E proprio per la forte contrazione della dinamica dei prezzi nell’ anno appena concluso, il calcolo del trascinamento dell’ in flazione sul 2015 (se nel corso dell’ anno si verificano variazioni congiunturali nulle) registra un valore negativo di -0,2%. L’ analisi dell’ andamento dei prezzi evidenzia, sia per dicembre, sia nella media dell’ anno, l’ effetto del calo dei prezzi dei carburanti: sul 2014 un contributo importante al rallentamento dell’ inflazione arriva anche dai prezzi degli alimentari lavorati. Guardando al cosiddetto «carrello della spesa», ovvero i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il tasso scende in deflazione nel mese dicembre (-0,2% dal +0,4% di novembre), mentre nella media del 2014 si registra una netta frenata al +0,3% dal +2,2% dello scorso anno. Il rallentamento dei prezzi potrebbe però non essere del tutto positivo. Confcommercio avverte che «i rischi di deflazione permangono ancora elevati», anche sei prezzi fermi o calanti «rappresentano il maggior sostegno al potere d’ acquisto delle famiglie italiane e l’ elemento di più forte contrasto alla stagnazione della domanda». Preoccupati però i consumatori: per il Codacons i dati sono «la rappresentazione della pesantissima crisi dei consumi in Italia»; Adusbef e Federconsumatori vedono la conferma della «stagnazione del nostro sistema economico» e chiedono al Governo provvedimenti per il rilancio della domanda. L’ Unione nazionale consumatori calcola che, sebbene l’ abbassamento dell’ inflazione non abbia ridato capacità di spesa alle famiglie, ha almeno consentito alle famiglie un minor aggravio di spesa rispetto al 2013 di 291 euro l’ a n n o.
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