2 Giugno 2019

L’ inflazione rallenta in Italia a maggio dopo la fine delle speculazioni sui prezzi dei carburanti

L’ inflazione rallenta a maggio in Italia dopo la fine delle speculazioni sui prezzi dei carburanti. Secondo le stime preliminari dell’ Istat, nel mese di maggio, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile (consenso +0,2%, dato di aprile +0,2%) e dell’ 0,9% su base annua (era +1,1% del mese precedente, consenso +1%). Alla base di questa decelerazione, ha spiegato l’ Istat, ci sono soprattutto fattori stagionali e di calendario nei servizi di trasporto e in quelli della filiera turistica, di segno opposto a quelli osservati in aprile.”Complessivamente, mentre i prezzi dei beni mantengono la stessa dinamica di crescita del mese precedente, quelli dei servizi rallentano. In questo quadro la decelerazione dei prezzi dei carburanti contribuisce in modo specifico al rallentamento dell’ inflazione”, ha notato l’ Istat. La decelerazione è dovuta principalmente alla dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +2,8% di aprile a +1,6%), dei beni energetici non regolamentati (da +3,7% a +2,4%) e, in misura minore, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,6% a +1,1%).L’ inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici sono calate entrambe di un decimo di punto, rispettivamente, da +0,6% a +0,5% e da +0,7% a +0,6%. Il lieve aumento congiunturale dell’ indice generale è dovuto per lo più alla crescita dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (+1,8%) e dei beni energetici non regolamentati (+0,8%), solo in parte bilanciata dal calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-0,9%) e dei servizi relativi alle comunicazioni (-0,5%).L’ inflazione è risultata stabile per i beni (a +0,9%), mentre è scesa per i servizi (da +1,3% a +0,9%); pertanto rispetto al mese di aprile il differenziale inflazionistico è risultato nullo (da +0,4 del mese precedente). L’ inflazione acquisita per il 2019 è pari a +0,7% per l’ indice generale e +0,4% per la componente di fondo. Quanto all’ indice armonizzato dei prezzi al consumo, Ipca, è aumentato dello 0,1% su base mensile e dello 0,9% in termini tendenziali dal +1,1% del mese precedente.Infine, a maggio è salito il carrello spesa, pur rimanendo sotto l’ inflazione generale. Per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona l’ inflazione è rimasta al di sotto di quella generale, pur accelerando da +0,3% a +0,5%. Per i prodotti ad alta frequenza d’ acquisto la crescita dei prezzi, pur rimanendo stabile a +1,1%,è tornata al di sopra di quella riferita all’ intero paniere.Per il Codacons il dato sull’ inflazione di maggio dimostra “in modo inequivocabile” le speculazioni sui prezzi dei carburanti registrate in Italia in occasione delle partenze degli italiani per le festività di Pasqua e i ponti. “Il rallentamento dell’ inflazione è dunque determinato dalla frenata dei prezzi dei carburanti, che a maggio si sono ridimensionati rispetto ai picchi toccati ad aprile”, ha sottolineato il presidente Carlo Rienzi.Ciò conferma le denunce del Codacons circa le speculazioni che sono state attuate in occasione dei viaggi degli italiani per i ponti di aprile e le feste di Pasqua. Non appena si sono interrotte le partenze, i listini di benzina e gasolio sono tornati a scendere. Tale “gioco” è costato agli italiani la bellezza di 110 milioni di euro solo per le maggiori spese di rifornimento legate ai ponti di aprile e determinate da rincari speculativi dei listini alla pompa. In ogni caso, ha concluso il Codacons, l’ inflazione allo 0,9% si traduce in una maggiore spesa annua pari a +351 euro per una famiglie con due figli (+277 euro la famiglia “tipo”) considerata la spesa annuale ufficiale per consumi stimata dall’ Istat.

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