1 Luglio 2014

L’ inflazione quasi a zero comincia a far paura

L’ inflazione quasi a zero comincia a far paura

• È stata per anni il nemico di chi viveva di stipendio. Ora l’ inflazione è in via di estinzione. E il mondo comincia a tremare nuovamente. Sì perché si sta riaffacciando sulla scena economica un nemico ancora più temibile e cioè il fatto che la frenata dei prezzi, che in un primo momento fa comodo a chi ha salari e pensioni bloccati, si possa trasformare in deflazione. Un fenomeno perverso perché chi può comprare non spende in attesa che i prezzi scendano ancora. In questo modo si avvia una spirale che non consente a chi fissa un prezzo di remunerare i fattori produttivi che ha utilizzato. Le merci restano in magazzino e per venderle l’ imprenditore è costretto ad abbattere ancora i prezzi. Questo meccanismo è fatale perché a lungo andare il ribasso dei valori sul mercato distruggono lavoro e impianti. Insomma un virus che impoverisce a lungo andare tutto il sistema economico. Non si è ancora in questo stadio in Italia. Ma il baratro comincia ad avvicinarsi. A certificarlo è stata ieri l’ Istat che nel commento ai dati dell’ inflazione di giugno ha spiegato che «non siamo lontani da un rischio deflazione». Nella nota mensile sull’ economia italiana, l’ istituto ha spiegato che «non sembrano ancora emergere chiari segnali di allontanamento dal rischio di deflazione». Gli esperti hanno spiegato che a giugno «il maggiore contributo alla disinflazione si conferma quello delle componenti più volatili (energetici e alimentari non lavorati), i cui prezzi continuano a presentare tassi tendenziali negativi. In generale, i primi mesi dell’ anno hanno visto ampliarsi la quota di beni e servizi del paniere con variazioni annue negative. La dinamica della core inflation (+0,7%) continua a riflettere la debolezza della domanda interna e, soprattutto nel caso dei beni, gli effetti di un euro forte. In prospettivaha aggiunto – l’ inflazione dovrebbe mantenersi intorno agli attuali ritmi fino all’ autunno, evidenziando una moderata risalita nella parte finale dell’ anno. Gli operatori economici segnalano per i prossimi mesi sviluppi estremamente contenuti per i prezzi». Nel dettaglio l’ inflazione a giugno ha rallentato ancora, raggiungendo il livello più basso da ottobre 2009. Giù anche i prezzi del cosiddetto «carrello della spesa», che lo scorso mese hanno toccato i livelli più bassi registrati da 17 anni. L’ indice calcolato dall’ Istat ha registrato un incremento dello 0,1% rispetto al mese precedente per un dato tendenziale in aumento dello 0,3%, in ral lentamento dallo 0,5% di maggio. Per l’ Istituto di statistica, il calo dell’ inflazione è in primo luogo imputabile all’ accentuarsi della diminuzione dei prezzi degli alimentari non lavorati. Hanno contribuito in misura minore anche le decelerazioni della crescita su base annua dei prezzi degli alimentari lavorati, dei beni energetici non regolamentati e dei servizi relativi all’ abitazione. L’ inflazione di fondo, al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, è scesa allo 0,7% (dallo 0,8% di maggio) e al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,5% (da +0,6% del mese precedente). L’ aumento mensile dell’ indice generale è da ascrivere principalmente ai rialzi – su cui incidono fattori di natura stagionale – dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%). L’ inflazione acquisita per il 2014 è stabile allo 0,3%. I prezzi dei beni alimentari, perla cura della casa e della persona, che rientrano nel cosiddetto «carrello della spesa» sono diminuiti dello 0,5% in termini tendenziali (da +0,1% del mese precedente), toccando il livello più basso registrato da settembre 1997. Il dato dei prezzi per la Cisl, «conferma che permane uno stato di forte crisi della domanda interna e dei consumi», e che «occorre intervenire con mezzi straordinari, proseguendo sulla linea già tracciata dal Governo con il bonus fiscale, rendendolo strutturale ed allargandone la fruizione anche ai pensionati ed agli incapienti e con politiche orientate alla crescita che favoriscano le imprese più virtuose e responsabili sul piano sociale». Allarme anche dal Codacons, che giudica il dato diffuso dall’ Istat per il Codacons, in particolare quello relativo al calo dei prezzi per i beni alimentari, spiega il presidente Rienzi «perché rispecchia la forte riduzione di spesa delle famiglie in settori primari come l’ alimentazione». Per Confesercenti «la frenata dell’ inflazione a giugno è peggiore delle aspettative, e adesso appare sempre più realistico uno scenario di inflazione negativa. Perla nostra economia, ora stagnante ma già indebolita da sei anni di crisi, si tratta di un rischio potenzialmente fatale».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this