22 Gennaio 2019

L’ inflazione pesa 460 a famiglia

in sicilia investimenti e consumi in lieve aumento, ma più di 200mila famiglie vivono in povertà
ROMA – L’ inflazione stabile all’ 1,2% pesa per oltre 460 euro per una famiglia con due figli. Oltre 140 euro sono i rincari annuali legati ai trasporti. Così il Codacons commenta i dati sui prezzi al consumo diffusi dall’ Istat. L’ inflazione nel 2018 all’ 1,2% ha pesato, dice l’ associazione, per un totale di 369 euro a famiglia tipo, aggravio di spesa che sale a 468 euro in caso di coppia con due figli. “La frenata dei listini nell’ ultimo periodo dell’ anno ha contribuito a limitare i danni, e anche l’ andamento al ribasso del petrolio degli ultimi mesi del 2018 ha avuto effetti benefici sulle tasche dei consumatori – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Tuttavia e proprio il comparto dei trasporti quello che registra, dopo alcol e tabacchi, la crescita maggiore nel 2018 pari ad una media annua del +2,7%, e impatti sui bilanci familiari fino a +143 euro annui per un nucleo con due figli”. conferma la regione d’ Italia dove i prezzi crescono più velocemente, con un rincaro medio dell’ 1,6% nel 2018 e una maggiore spesa, considerati i consumi delle famiglie residenti in re I dati definitivi dell’ Istat attestano inoltre una enorme differenza a livello territoriale sul fronte dell’ inflazione. Ad esempio il Trentino Alto Adige si , pari a +586 euro annui per la famiglia “tipo”. Di contro la Basilicata e la regione dove i listini crescono più lentamente (+0,4%) con un aggravio di spesa di appena +97 euro annui a famiglia. Andando a fare un focus sulla Sicilia, e prendendo in esame i dati relativi al capoluogo Palermo, l’ indice dei prezzi al consumo per l’ intera collettività nazionale (Nic) nel mese di dicembre ha fatto registrare una variazione congiunturale pari a -0,1% (a novembre era -0,2%). Rispetto a dicembre 2017 si e invece registrata una variazione tendenziale pari a +1,2% (a novembre era +1,8%). L’ inflazione di Al netto dei soli beni energetici, l’ indice dei prezzi al consumo ha fatto registrare una variazione tendenziale pari a +0,5% (in diminuzione rispetto a novembre quando era pari a +0,8%). L’ indice dei prezzi al consumo relativo ai beni ha fatto registrare una variazione tendenziale pari a +1,5% (in diminuzione rispetto a novembre quando era pari a +1,9%); l’ indice relativo ai servizi ha fatto registrare una variazione annua pari a +0,8% (in diminuzione rispetto al +1,4% registrato a novembre). Ora di attendono i dati che riguardano l’ intero 2018 che e stato appena archiviato. Certo è che in Sicilia i numeri continuano a far preoccupare. Con una crescita di un punto percentuale nel 2017, l’ economia siciliana sembra essersi avviata in un percorso virtuoso. Ma se da un lato crescono gli investimenti, e timidamente anche i consumi, sono ancora forti le incognite per poter pensare che stiamo uscendo dalla terribile crisi che ci sta martoriando da quasi un decennio: quei pochi posti di lavoro creati nell’ ultimo triennio sono per lo più precari e a basso salario, mentre un numero importante di famiglie vive in assoluta povertà. fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, a dicembre e risultata pari a +0,4% (in diminuzione rispetto a novembre quando era pari a +0,7%). Secondo le stime Diste, più di 200 mila famiglie residenti vivono in assoluta povertà, per un totale di quasi 600 mila persone che contribuiscono alla crescita delle disuguaglianze sociali: il quinto più ricco della popolazione siciliana avrebbe un reddito di oltre otto volte quello del quinto più povero; su scala nazionale il rapporto sarebbe di circa sei volte secondo i dati Istat.

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