20 Ottobre 2020

L’ inflazione nascosta: servizi bancari più cari nel 2020. Rc auto stabile nonostante il lockdown

 

In Friuli Venezia Giulia e Piemonte il ritorno dalle vacanze estive è stato un po’ più doloroso: oltre ai rincari dell’ energia , che hanno riguardato tutto il Paese, in queste due regioni i servizi bancari hanno avuto il rincaro più alto in assoluto rispetto al settembre 2019. Significa che per aprire un conto, mantenerlo, pagare con bonifici e altre attività di pagamento e finanziarie, si paga qualcosa in più. I dati Istat, elaborati dall’ Unione nazionale consumatori analizzano la variazione dei prezzi su base annua sulla base dell’ andamento dell’ inflazione.A livello nazionale i servizi bancari sono aumentati del 4,5%. Le regioni al di sopra di questa media sono cinque. Il Friuli Venezia Giulia stacca tutti con un +13,8%, seguito da Piemonte (+8,7%), Marche (+7,3%), Umbria (-5,5%) e Lombardia (+4,7%). Perfettamente in linea con il dato nazionale sono Lazio e Puglia mentre tutte le altre regioni rincarano, sì, ma un po’ meno. In fondo alla classifica si trovano Liguria (-1,2%) e Sardegna (+0,2%) dove l’ inflazione ha colpito in modo quasi impercettibile.L’ Unc ha calcolato anche l’ andamento dei prezzi dei servizi assicurativi, che comprendono le polizze casa, salute e rc auto-moto, con quest’ ultima voce che, però, incide per oltre il 90% sul totale della voce. Un indicatore importante, quindi, anche per capire in che modo il lockdown ha influito sui prezzi, dal momento che per quasi tre mesi le automobili hanno circolato poco o nulla sulle strade. I numeri però non sono incoraggianti: in media i servizi assicurativi sono calati dello 0,4%. Ci sono province in cui il rincaro si è notato di più: in cima alla classifica c’ è Lucca con il +7,6%, seguita da Perugia e Cuneo sopra al +5%. Prezzi invariati in alcune province tra le quali Napoli, Bari e Brescia mentre il nord-est ha beneficiato degli “sconti” maggiori, con Pordenone al -7,4% e Belluno con un -11%. Bene anche Roma con il -4,9%.Nel settembre scorso l’ autorità di settore Ivass aveva calcolato che, nel secondo trimestre 2020, il prezzo medio dell’ rc auto era sceso del 5,4% su base annua. I dati dell’ inflazione raccontano però un’ altra storia. “In media nazionale i servizi assicurativi nel loro insieme scendono solo dello 0,4%. Se si considera che gli italiani sono rimasti fermi per ben 69 giorni, dal 10 marzo al 17 maggio compresi, allora l’ importo dell’ rc auto sarebbe dovuto calare su base annua del 18,9%, contro il -5,4% segnalato dall’ Ivass nell’ ultimo bollettino” commenta Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori. “D’ altronde – continua Dona – che i prezzi potevano scendere ce lo dicono le regioni più virtuose, come il Lazio, -4,5%” prosegue Dona.È per questo che alcune associazioni continuano a chiedere che le imprese assicurative risarciscano gli automobilisti delle quote di rc auto non godute durante il lockdown. Un tesoro che secondo il Codacons ammonta a 3,9 miliardi di euro; un rimborso obbligatorio, spiega Codacons, “garantirebbe equità e immetterebbe risorse nelle tasche delle famiglie, già pesantemente danneggiate dall’ emergenza Covid”.Intanto Ania , l’ associazione che riunisce le imprese del settore assicurativo, spiega nella sua relazione annuale che il premio medio rc auto in Italia è sceso del 22% dal 2013 al 2019, diminuendo così la forbice che divide l’ Italia dalla media dei Paesi Ue. “Secondo Ania calano i sinistri e le compagnie sono andate incontro ai consumatori? Non ci pare proprio. Il prezzo dell’ rc auto non scende abbastanza considerato il crollo dei sinistri. L’ Ania dovrebbe preoccuparsi di dire ai suoi associati di abbassare le tariffe” è il commento di Dona.
Di Carlo Clericetti

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