30 Maggio 2020

L’ inflazione è negativa, ma vola il carrello della spesa

l’ indice dei prezzi scende dello 0,1%, prima volta dal 2016. sale per i beni più acquistati : +2,6%
Dopo quattro anni, l’ Italia torna in deflazione. L’ indice dei prezzi al consumo a maggio è diminuito dello 0,1% sia rispetto ad aprile sia rispetto a maggio 2019 – secondo i dati diffusi dall’ Istat basati su stime preliminari – soprattutto a causa del crollo dei prodotti legati all’ energia, come i carburanti. Un capitolo ben diverso è quello del «carrello della spesa», che comprende i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona, che ha segnato un +2,6%, tendenziale, in ulteriore accelerazione rispetto al 2,5% di aprile: un dato, questo, legato soprattutto al comparto alimentare, unico settore rimasto completamente aperto durante il lockdown. Sull’ andamento dell’ inflazione in generale ha pesato il calo della domanda interna. Già nel primo trimestre i consumi erano scesi del 5,1% e gli investimenti fissi lordi dell’ 8,1% rispetto al trimestre precedente. Gli acquisti delle famiglie, sempre secondo l’ Istat, sono diminuiti del 7,5%. Il calo mensile più forte dei prezzi è stato quello dei beni energetici (-2,8% su aprile, -12,7% su maggio 2019), anche di quelli non regolamentati (-4,2% su aprile, -12,2% su maggio 2019). Sono cresciuti invece i prezzi dei beni alimentari (+0,7% su aprile e +2,7% su maggio 2019) soprattutto quelli non lavorati (+1,2% su aprile e +3,7% su maggio 2019), visto che l’ emergenza sanitaria ha costretto le famiglie a casa e ha spinto i consumi di alimenti non lavorati. Per Federdistribuzione «l’ inflazione del carrello della spesa sostanzialmente non cambia rispetto al mese precedente, tendenza imputabile a difficoltà oggettive delle filiere, stressate dall’ emergenza per improvvisi rialzi della domanda, costi di logistica in crescita e scarse produzioni per alcuni prodotti a causa di fattori climatici». I consumatori del Codacons parlano invece di «speculazioni» sul carrello della spesa che avrebbe subito «rincari ingiustificati durante il lockdown», per cui una famiglia, solo per mangiare, spende in media 206 euro in più su base annua. Nell’ Eurozona l’ inflazione viaggia invece a un tasso di +0,1%, ben lontano quindi dall’ obiettivo Bce. Nel primo trimestre il Pil italiano ha segnato un calo del 5,4% sullo stesso periodo del 2019 (dopo la correzione al ribasso di ieri dell’ Istat): variazione mai registrata dal 1995, dall’ avvio delle serie storiche ricostruite, per le quali è possibile il confronto.
giovanni stringa

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