23 Febbraio 2016

L’ inflazione cresce ma a rilento, prezzi “congelati” in molte città

L’ inflazione cresce ma a rilento, prezzi “congelati” in molte città

Frenata anche per il rincaro del “carrello della spesa”: Bari, Potenza, Trieste e Verona sono in deflazione mentre l’ indice è a zero a Milano, Firenze e Palermo n Lieve risalita a gennaio per l’ inflazione. L’ indice Nic, al lordo dei tabacchi, è diminuito dello 0,2% rispetto a dicembre e aumentato dello 0,3% nei confronti di gennaio 2015 (era +0,1% a dicembre). Lo ha reso noto l’ Istat confermando la stima preliminare. Il lieve rialzo dell’ inflazione è principalmente imputabile al ridimensionamento della flessione dei beni energetici non regolamentati (-5,9%, da -8,7% di dicembre) e all’ inversione della tendenza dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+0,5%, da -1,7% di dicembre); questa dinamica è attenuata dal rallentamento della crescita degli alimentari non lavorati (+0,6%; era +2,3% il mese precedente). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’ inflazione di fondo» sale a +0,8% (da +0,6% di dicembre) e quella al netto dei soli beni energetici passa a +0,8% (da +0,7% di dicembre) Il ribasso mensile dell’ indice generale è essenzialmente dovuto alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici (-2,4%). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (il cosiddetto “carrello della spesa”) diminuiscono dello 0,2% rispetto a dicembre e aumentano dello 0,3% su base annua (da +0,9% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,3% in termini congiunturali e registrano un aumento su base annua dello 0,1% (la variazione tendenziale era nulla a dicembre). Nonostante il rialzo generale, sul territorio restano però aree con listini congelati o in negativo. Sono in deflazione Bari (-0,3%), Potenza (-0,2%), Trieste (-0,2%) e Verona (-0,1%). Mentre a Milano, Firenze, Perugia, Palermo e Reggio Calabria l’ inflazione è pari a zero. Per il Codacons il rialzo dell’ inflazione a gennaio al +0,3% dallo 0,1% di dicembre, è «un dato insufficiente». «I numeri sull’ inflazione sono ancora deboli e crescono a ritmo eccessivamente lento – ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi – Ciò che più preoccupa è tuttavia la brusca frenata del carrello della spesa, che passa dallo 0,9% allo 0,3%. Anche i beni alimentari e quelli più acquistati dalle famiglie subiscono quindi un pesante stop, che non aiuta la nostra economia e non rappresenta un vantaggio per nessuno». E’ necessario, prosegue, «per far ripartire l’ inflazione, puntare sui consumi delle famiglie, incentivando gli acquisti attraverso misure specifiche e strutturali, e creando occasioni di acquisto per i cittadini», ha concluso. «La conferma di un calo dello 0,2% dei prezzi al consumo nel mese di gennaio rispetto a dicembre – si legge in una nota di commento diffusa dall’ Ufficio Studi di Confcommercio – e di una inflazione che si mantiene, su base annua, prossima a zero, segnala la concreta possibilità che anche nel 2016 la variazione dei prezzi si mantenga ben al di sotto del punto percentuale».
 

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