15 Gennaio 2011

L’ inflazione corre e a dicembre balza all’ 1,9%

ROMA L’ inflazione corre e a dicembre balza all’ 1,9%, dall’ 1,7% del mese prima, il livello più alto dalla fine del 2008. L’ aumento medio per il 2010 tocca così quota 1,5%, raddoppiando rispetto all’ anno scorso. L’ Istat conferma la fiammata dei prezzi, trascinati dal rialzi dei listini energetici e in particolare della benzina, che nell’ ultimo mese registra un’ impennata sfiorando una crescita a doppia cifra. Il carrello della spesa ne risente e a dicembre schizza al 2,2%, guardando a tutto l’ anno appena passato il rialzo è di due volte e mezzo superiore rispetto al 2009. Ma non è solo l’ Italia a segnare rincari, l’ inflazione si riscalda anche in Eurolandia, dove l’ indice Ipca, calcolato da Eurostat, nella Penisola pari al 2,1%, arriva al 2,2%, oltrepassando la soglia fissata dalla Bce (2%) e raggiungendo l’ aumento maggiore da oltre due anni, ovvero dall’ ottobre del 2008. Rincari sopra la media si registrano in Portogallo (+2,4%) e in Spagna (+2,9%), mentre restano sotto in Francia (+2%) e Germania (+1,9%). In Italia sono i carburanti a spingere i prezzi, oltre alla verde, salita su base annua del 9,9% dal 6,1% di novembre (+2,5% su base mensile), aumenta il gasolio per auto con un +14,5% (+10% a novembre) in termini tendenziali e un +3% congiunturale. Per quanto riguarda il Gpl l’ indice segna un rialzo annuo ancora maggiore (+21,3% dal +20,2% di novembre), con una forte ripesa anche su base mensile (+6,5%). L’ infiammata della benzina si ripercuote sui prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza: la lista della spesa quotidiana mette a segno a dicembre un aumento superiore alla media (2,1% contro l’ 1,9%) e nel 2010 risulta quasi del 150% più cara a confronto con l’ anno precedente. Il rialzo dell’ energia trascina i trasporti che salgono del 4,2%, lo stesso aumento tendenziale si osserva sia per dicembre che per l’ intero 2010. In particolare, costano di più i traghetti (17,7%) e l’ rc auto (+6,6%). Insomma, nel 2010 sicuramente l’ inflazione ha recuperato il terreno perso durante la crisi e al 2011 lascia già un eredità rilevante. Infatti, spiega l’ Istat, anche se i prezzi non aumentassero più di mese in mese, comunque il tasso medio annuo dell’ inflazione nel 2011 sarebbe positivo e si attesterebbe allo 0,8%. Si tratta di un fardello doppio rispetto a quello che era stato registrato nel 2009 (+0,4%). Tornando al 2010, rileva sempre l’ Istituto di statistica, le esportazioni a novembre registrano una crescita annua a doppia cifra (+20%), ma ad aumentare di più sono le importazioni (+28,3%), a scapito della bilancia commerciale, che sconta un deficit di 3,4 miliardi di euro, un valore più che triplo a confronto con novembre del 2009. E il buco si ampia ancora se si considerano tutti i primi 11 mesi dell’ anno appena passato (24,6 miliardi). A preoccupare di più, però, sono i dati sull’ inflazione, per il Codacons a causa dei rincari gli italiani nel 2010 hanno pagato una «tassa invisibile» da 480 euro, e per l’ anno in corso sarà ancora peggio. Sulla stessa linea Adiconsum e Federconsumatori che parlano di rialzi «contradditori e inspiegabili». Gli aumenti delle tariffe dei servizi indispensabili ai cittadini e il record storico del prezzo della benzina «stanno rimettendo in moto la dinamica inflattiva; e questo sta avvenendo da ormai dodici mesi a causa del totale e voluto disinteresse del Governo sulle politiche di controllo e di regolamentazione», è invece l’ accusa lanciata all’ esecutivo da Antonio Lirosi, responsabile consumatori del Pd ed ex «mister prezzi».
 

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