13 Gennaio 2010

L’ inflazione aumenta di più per i pensionati

«Secondo i dati resi noti oggi dall’ Istat – fa sapere il Codacons sul suo sito internet – il potere d’ acquisto delle famiglie sarebbe calato in soli dodici mesi dell’ 1,6 per cento. Per il Codacons si tratta di un dato già molto preoccupante, ma in realtà falsato. Nella migliore delle ipotesi, infatti, si tratta della media del pollo. I pensionati al minimo, così come le famiglie a rischio di povertà relativa, hanno un’ inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane. Per loro, quindi, il calo del potere d’ acquisto è almeno doppio e, quindi, supera abbondantemente la soglia del 3%. Da tempo il Codacons, inascoltato, chiede all’ Istat e al Governo indici dei prezzi differenziati per fasce di reddito e per fasce sociali, per verificare come l’ inflazione si spalma diversamente sulle varie categorie sociali. In particolare sarebbe necessario un indice dei prezzi ad hoc per i pensionati, sul quale calcolare l’ adeguamento delle pensioni». «Ma questo non si è mai voluto farlo! Inevitabile, quindi, che tutti i dati derivati, anche indirettamente, dall’ inflazione, come la perdita del potere d’ acquisto, siano poi sballati da questo deficit di analisi – denuncia il Codacons – si diceva nella migliore delle ipotesi, perchè dal 2002 chiediamo all’ Istat di aprire anche una discussione su alcuni pesi lunari, sul mancato calcolo del costo della vita e sulla modalità di rilevazioni dei prezzi di alcune voci, come quelle dei professionisti e delle comunicazioni, che finiscono per abbassare artificiosamente l’ inflazione». Da tempo, quindi, il Codacons e altre associazioni dei consumatori chiedono modifiche ai criteri di rilevazione dell’ Istat e anche al «paniere» dei prodotti presi a riferimento per quanto riguarda le variazioni dei prezzi per arrivare al calcolo dell’ inflazione. Tale «paniere» dovrebbe infatti essere più costantemente aggiornato.
 

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