L’ infermiera belunese e quel prestito afine anno per diventare azionista
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fonte:
- Il Gazzettino
(m.cr.) I casi di azionisti infuriati si moltiplicano. Le segnalazioni arrivano dalle associazioni dei consumatori che in questi giorni stanno tenendo assemblee in tutto il territorio: oggi è il turno dell’ Adusbef di Elio Lannutti al teatro Astra di Vicenza alle 17,30 e al teatro comunale di Trevignano alle 20,30. Sabato mattina messa del prete coraggio don Enrico Torta a Dese (Venezia) “per tutti coloro che soffrono e piangono a causa delle banche”. Il 14 dicembre alle 20,30 a Spresiano, discoteca Odissea, si terrà l’ assemblea di tutte le associazioni. Tra i casi più clamorosi segnalati dal Codacons c’ è quello dell’ infermiera bellunese: vita attenta, stipendio che basta giusto per arrivare alla fine del mese. In banca le offrono di comprare azioni della Popolare Vicenza: un investimento sicuro, l’ assicurazione allo sportello. E a fine 2014 le prestano i soldi per comprare mille azioni, cioè 6250 euro. Una rata di più di 100 euro al mese, un decimo della sua paga che oggi serve a ripagare un’ azione svalutata del 23% a 48 euro e che in prospettiva varrà ancora meno, intorno ai 10. In pratica, 6250 euro di prestito per cinque anni per comprare azioni che rischiano di valere l’ anno prossimo poco più di mille. Un affarone. «È ben difficile che questa signora abbia maturato un consenso responsabile, come richiesto dalla legge», denuncia Franco Conte, presidente del Codancon Veneto, che racconta anche del caso a Venezia: «Ti serve un mutuo per comprare casa? Ti facciamo un prestito più alto così ti compri anche un migliaio di azioni di una popolare – racconta Conte -. Ora quedta persona si ritrova con un mutuo a tassi di mercato e un pacchetto di azioni che verranno svalutate e non servonoe da garanzia. Ci hanno segnalato tantissimi di casi del genere in tutto il Veneto». © riproduzione riservata.
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