L’ industria riparte cavalcando l’ export Urso: “L’ euro aiuta”
MILANO – TRAINATA dall’ export, l’ industria italiana comincia a rialzare la testa. A marzo, gli ordinativi hanno registrato secondo l’ Istat un aumento del 13,1% rispetto allo stesso mese 2009 e un più 1% su febbraio: una crescita tendenziale così alta non si registrava da giugno 2007. Buone notizie anche per il fatturato, aumentato del 6,3% rispetto allo stesso mese 2009 e dell’ 1,5% su febbraio: è la crescita più alta da giugno 2008. A spingere l’ attività delle imprese è stata soprattutto la domanda estera (+9,7% annuo) mentre l’ aumento sul mercato interno è stato della metà (+4,9%). Se i valori sono confrontati con febbraio, il fatturato da export registra un più 3,8% e quello nazionale un modesto più 0,5. Nel confronto degli ultimi tre mesi (gennaio-marzo) con il trimestre precedente (ottobre-dicembre) la variazione congiunturale è stata del 3,5%. Un dato che fa dire all’ Istat come si stia cominciando a tracciare una «risalita significativa». Quanto ai raggruppamenti principali, il fatturato è cresciuto del 30,8% per l’ energia, del 9,7% per i beni intermedi e del 3% per quelli di consumo. E’ invece diminuito dello 0,9% per i beni strumentali. Guardando ai singoli settori, gli aumenti maggiori sono stati registrati nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+31,5%), mezzi di trasporto (+18,3%) e farmaceutici (+18,3%). I RISULTATI record di marzo «dimostrano la capacità di reazione delle imprese italiane», ha commentato il viceministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso. «I dati sono trainati dall’ export italiano (oltre 17%), cresciuto anche in alcuni mercati europei – ha aggiunto Urso -. Attendiamo risultati ancor più positivi nei prossimi mesi anche perché la riduzione del valore dell’ euro potrebbe favorire le nostre esportazioni». Molto diverso, invece, il commento del Codacons secondo il quale questi dati «non sono così positivi» visto che si confrontano con il periodo di crisi più profonda e mostrano lo scarso effetto degli incentivi. CONFERME ai segnali di ripresa arrivano anche dalle Pmi e dal metalmeccanio. Secondo un’ indagine Confapi-Unicredit «le aspettative per il primo semestre 2010 passano in territorio positivo» con un più 0,1% per la produzione e un più 1,3% per gli ordini con le attese migliori per i mercati esteri. A soffrire di più sono le piccole aziende mentre per le medie «la ripresa sembra già iniziata». Infine, nel primo trimestre 2010 è cresciuta (+3,1%) anche la produzione metalmeccanica. Federmeccanica stima che il miglioramento, favorito dall’ export, dovrebbe proseguire nel secondo trimestre ma l’ attività resta inferiore di oltre il 30% al periodo precrisi e il ritorno a quei livelli è rinviato al 2014.
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