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10 Novembre 2012

L’ industria italiana scivola giù La recessione spazza via l’ ottimismo

L’ industria italiana scivola giù La recessione spazza via l’ ottimismo

ROMA-L’ industriaitalianascivola ancora più giù sotto i colpi della recessione. Settembre spazza via gli ottimismi che avevano accompagnato agosto, con la produzione che tornaadesserenegativasubasemensile,mentrenelconfrontoannuosi registra il tredicesimo calo consecutivo. Inuovidatidell’ Istatportanocosì la flessione dei primi nove mesi del2012al-6,5%.Unfortearretramentocheincombesulrisultatodi fine anno, ora pesantemente condizionato.Eall’ orizzontenonsembrano esserci dei miglioramenti, infatti il Centro studi di Confindustria prevede un nuovo calo anche per ottobre. Intanto settembre viene archiviato con una diminuzione congiunturale dell’ 1,5%, che brucia il rialzo di agosto. Mentre su baseannualadiscesaè del 4,8%, ma diventa una caduta pari al 10,5% se si considera il dato grezzo, non corretto per gli effetti di calendario. Guardandoaidiversisettori, risultano in negativo quasi tuttiicomparti,inparticolare gli autoveicoli (-13,0%), la fornitura di energia (11,5%), ma anche il tessile -abbigliamento (-6,2%). Tirando le somme dell’ ultimo periodo, il terzo trimestre vede la produzione pressochè ferma( -0,1%),mentre il ritardo rilevato nei primi nove mesi fa pensare a un altro anno ‘nero’ per l’ industria, do po il tonfo subito nel 2009. Tanto più dopo le stime del Csc, che indica per ottobre un calo congiunturale dello 0,6%. Basti pensare che secondo gli economisti di viale dell’ Astronomia la distanza dal picco pre -crisi, ovvero dall’ aprile del 2008, arriva al -23,2%. Addirittura, stando ai dati della Banca d’ Italia, «i livelli produttivi, in contrazione in tutta Italia, si sono riportati nel Mezzogiorno sui livelli minimi della primavera del 2009». Via Nazionale spiega che al Sud «ha influito la maggiore dipendenza di quest’ area dagli andamenti della domanda interna». I dati dell’ Istat per le associazioni dei consumatori non rappresentano una sorpresa visto il crollo della domanda dovuto alla perdita di potere d’ acquisto. Per Federconsumatori e Adusbef i consumi nel 2012 caleranno del 5%, con la spesa natalizia in caduta libera, anche a causa della stangata derivante da prezzi e tasse, pari a 2.333 euro annui a famiglia. E la Cisl avverte come le esportazioni non riescano più a compensare «i vuoti di domanda interna». I dati sulla produzione industriale sono «scontati ed ampiamente previsti». Lo sostiene il Codacons secondo cui «non c’ è alcuna ragione perchè le industrie riprendano la loro produzione, dal momento che le famiglie non hanno i soldi per acquistare i loro prodotti. L’ accordo sulla produttività potrà essere anche utile in futuro, ma non certo per uscire da questa profonda crisi, che resta una crisi, in primo luogo, di consumi. Fino a che il ceto medio -basso è tassato e spremuto come un limone, l’ unica possibilitàdi ripresa arriveràdalla domanda estera». per ottobre. Intanto settembre viene archiviato con una diminuzione congiunturale dell’ 1,5%, che brucia il rialzo di agosto. Mentre su baseannualadiscesaè del 4,8%, ma diventa una caduta pari al 10,5% se si considera il dato grezzo, non corretto per gli effetti di calendario. Guardandoaidiversisettori, risultano in negativo quasi tuttiicomparti,inparticolare gli autoveicoli (-13,0%), la fornitura di energia (11,5%), ma anche il tessile -abbigliamento (-6,2%). Tirando le somme dell’ ultimo periodo, il terzo trimestre vede la produzione pressochè ferma( -0,1%),mentre il ritardo rilevato nei primi nove mesi fa pensare a un altro anno ‘nero’ per l’ industria, do.

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