21 Febbraio 2014

L’ industria italiana chiude i conti in rosso

L’ industria italiana chiude i conti in rosso

ROMA. L’ industria chiude il 2013 in rosso anche sul fronte del fatturato. Dopo avere certificato le perdite sulla produzione, l’ Istat archivia anche i conti sulle vendite. E il risultato è ancora peggiore: se in volumi, ovvero in quantità, l’ Italia cede il 3%, la contrazione del giro d’ affari è del 3,8%. Ecco un primo effetto negativo del raffreddamento dei listini: alle casse delle imprese è venuta a mancare pure la leva dei prezzi, con l’ inflazione in caduta libera e le quotazioni alla produzione finite addirittura sotto lo zero. Non solo, anche gli ordini ricevuti scarseggiano, diminuendo dell’ 1,3%. Un’ eredità che peserà anche sui mesi seguenti, visto che le commesse danno la misura di quanto l’ economia tiri. A non spingere è il mercato interno, che anzi fa da zavorra. Basti pensare che al netto del dato nazionale sarebbero positivi sia i ricavi che gli ordinativi. Come al solito l’ export ha controbilanciato la cattiva performance registrata sul territorio nazionale, che vede le vendite ridursi del 6,1%. Ma le cifre sul fatturato di dicembre mettono in guardia, segnando rispetto a novembre un deciso calo dei ricavi oltre confine (-1,4%). Con dicembre, soprattutto, svaniscono gli entusiasmi suscitati a novembre, quando era stata interrotta la striscia di ventidue cali consecutivi su base annua. Adesso è tutto da rifare. D’ altra parte lo stesso era accaduto con la produzione e giusto l’ altro giorno il Centro Studi di Confindustria parlava di una ripresa “lentissima” e per di più “contrassegnata anche da scivoloni indietro anziché dall’ atteso graduale consolidamento”. E oggi Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria, ha spiegato come il Paese sia “stremato”, auspicando che il “rilancio delle politiche industriali” diventi “un tema centrale”. Guardando nel dettaglio i diversi settori, a dicembre spicca il “bottino” realizzato dalla farmaceutica, che mette a segno un rialzo a doppia cifra sia dal lato fatturato (+18,4%), sia dal lato commesse (17,1%). Bene è andata pure a uno dei fiori all’ occhiello del Made in Italy, il tessile -abbigliamento (+3,9% in ricavi e +12,7% in ordini). Tutt’ altro che positivo è invece l’ andamento delle commesse di un’ altra punta di diamante dell’ industria italiana, il comparto dei macchinari (8,0%). Sul fronte fatturato ad accusare il colpo più duro è l’ energia, che nel 2013 risulta in negativo del 15,7%. L’ analisi dei vede perfettamente concordi le associazioni dei consumatori: per Federconsumatori, Adusbef e Codacons l’ industria sta scontando gli effetti della crisi dei consumi, in un circolo vizioso che riversa le sofferenze delle famiglie sulle aziende e viceversa. E l’ Osservatorio di Federconsumatori prevede che la domanda si contrarrà anche nel 2014, tanto che il ritardo accumulato negli ultimi tre anni supererà il 9%, con un taglio spesa di 2.638 euro a famiglia”.

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