31 Maggio 2013

L’ INDAGINE DI UN SICILIANO SUI MISTERI DELLA CONCORDIA

L’ INDAGINE DI UN SICILIANO SUI MISTERI DELLA CONCORDIA

Si presenta il libro “L’ altro volto della verità”«Se fu tutta colpa di Schettino allora questo significherebbe che la vita di quattromila persone è nelle mani di uno solo e che non ci sono rimedi alla sua incoscienza, imperizia, leggerezza visto che da lui tutto dipende». Questo si può leggere nell’ introduzione del libro “Costa Concordia. L’ altro volto della verità”, raccolta di interventi di un filosofo, un economista, un giornalista e un ingegnere sull’ incidente della Costa Concordia. Edito da Ets edizioni il libro verrà presentato oggi alle 18 alla libreria Feltrinelli di Palermo. L’ ingegnere, nonché il curatore del libro, è il saccense Bruno Neri, professore di elettronica all’ università di Pisa, coordinatore del Collegio di consulenti tecnici di parte messo a disposizione dei naufraghi dal Codacons. Neri ha deciso di affiancarsi al filosofo agrigentino Alfonso Maurizio Iacono, al giornalista Alessandro Gaeta e all’ economista Iacopo Cavallini per scrivere un libro che raccontasse la vicenda da punti di vista diversi, restituendo al lettore la complessità diun incidente forse troppo semplificato. Nel libro Neri racconta le fasi dell’ incidente probatorio, certe assurdità della burocrazia e della giustizia italiana che avrebbe imposto ai naufraghi di pagare 30 mila euro di spese di cancelleria per acquisire la documentazione necessaria alla difesa e che l’ intervento del Codacons ha scongiurato. E poi pone l’ attenzione su una serie di punti che nell’ indagine non sono ancora emersi. Si domanda Neri: «Perché non è stato indagato il traffico telematico nei giorni precedenti e negli attimi successivi l’ incidente? La Concordia navigava, contro la legge, con la scatola nera guasta da quattro giorni, guasto che era stato comunicato, ma non si sa fino a quale livello di vertice. Perché il generatore di emergenza non ha funzionato e non ci vengono forniti i documenti per fare una perizia di progetto? Perché Scattino dava gli ordini in inglese, quando l’ italiano era la lingua ufficiale, a un timoniere indonesiano cheha recepito il primo e disatteso il secondo?».
 

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