25 Aprile 2020

L’ inchiesta della Procura sulle Rsa: via alla raccolta dati

TRENTO. Si sono riuniti ieri in Procura davanti al procuratore capo Sandro Raimondi il sostituto procuratore Marco Gallina, che coordinerà le indagini, e i comandanti dei Nas dei carabinieri, il maggiore Davide Perasso, e del nucleo operativo di Trento, il tenente colonnello Giovanni Cuccurullo, che gestiranno la raccolta dei dati. L’ oggetto di quella che a tutt’ oggi rimane un’ indagine conoscitiva – non viene cioè ipotizzato alcun reato – è, come spiega lo stesso Raimondi, «verificare se siano state seguite le linee guida e le buone pratiche per limitare la diffusione del Covid 19, e qualora riscontrassimo anomalie, capire se ci sono responsabilità oggettive. L’ indagine verrà coordinata dal dottor Gallina». La riunione di ieri aveva questo scopo precipuo: fare il punto sulla situazione ed assegnare gli incarichi. Il procuratore capo conferma di aver ricevuto, oltre agli esposti del Codacons nazionale (che però sono abbastanza generici), anche la denuncia formata dal figlio di un paziente ricoverato a Pergine: «Naturalmente terremo in considerazione le segnalazioni che ci sono pervenute e altre che dovessero arrivare». La Procura intende innanzitutto richiedere all’ Azienda sanitaria i dati sui decessi in strutture come le Rsa. «È una prima fase, quella della raccolta dei dati – spiega Raimondi – che prevede l’ acquisizione di tutta la documentazione che serve per verificare come si sono comportatele varie strutture nel fronteggiare la diffusione dell’ epidemia». Oltre all’ acquisizione di documenti, e nel caso serva, di singole cartelle cliniche, la Procura non esclude di ascoltare dei testimoni o persone informate dei fatti per individuare le eventuali strutture in cui il rischio di contagio stato gestito in maniera più o meno efficace. Nei giorni scorsi, ad esempio, i Nas hanno visitato la Rsa di Cadine, una struttura che ha reagito benissimo all’ emergenza sanitaria, tanto che non si è registrato alcun contagio. Ciò è stato possibile perché la Rsa di Cadine, gestita da Spes, ha adottato provvedimenti molto rigorosi, “blindando” la struttura, compartimentando le varie stanze, applicando le distanze di sicurezza, le procedure e utilizzando i dispositivi di protezione individuale (Dpi)e procedure di sicurezza. Cadine sarà ciè presa come pietra di paragone per misurare cosa sia accaduto nelle altre strutture dedicate agli anziani, in cui però le cose sono andate peggio. Sui tempi per la raccolta dei dati, Raimondi è ottimista. «Credo non serviranno molti giorni per avere a disposizione i dati che ci interessano. Da qui poi partiremo con la seconda fase dell’ indagine». In cui sono previsti anche controlli alle strutture sanitario-assistenziali.

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