4 Febbraio 2019

L’ incanto dei Tarocchi, tra astrologia e psicanalisi

 

«C’ è una donna che semina il grano/Volta la carta si vede il villano/Il villano che zappa la terra /Volta la carta viene la guerra» , cantava Fabrizio De André sul palco del teatro Brancaccio di Roma in occasione dei concerti del 13 e 14 febbraio 1998, le date centrali della tournée “Mi innamoravo di tutto”. Sullo sfondo nove Arcani dei Tarocchi guardano il pubblico: il Bagatto, la Ruota della Fortuna, il Giudizio, l’ Eremita, la Morte, il Carro, il Sole, la Luna, le Stelle compongono il racconto di uno spirito libero, un viaggio introspettivo dentro un’ umanità ancora possibile. Da sempre sospesi tra meccanica celeste e meccanica terrestre , abbiamo tutti bisogno di prevedere: anticipare l’ esperienza. Così le pratiche divinatorie sono diventate nei secoli ritualità sempre più complesse. E la lettura dei Tarocchi da gioco è diventata oracolo fino a trasformarsi in strumento di crescita personale, passando per le corti del Rinascimento, l’ iniziazione massonica, la psicoanalisi junghiana, la filosofia (Jacques Lacan), gli ambienti new age e la cultura hippie. Oggi workshop e stage radunano identikit diversi: una maestra d’ asilo, un imprenditore alberghiero e un maestro di karate sono tra gli ultimi apprendisti tarologi che si sono accostati ai Tarocchi secondo una visione evolutiva, «per portare luce nelle trame dell’ inconscio». Un pensiero, quello tarologico , che si è sviluppato grazie al contributo di Carl Gustav Jung, psicoanalista e psichiatra svizzero, che ha ricondotto i suoi archetipi ai Tarocchi. Stabilendo fra loro – energie innate – un dialogo interiore. «Di fronte alle carte diventiamo ologrammi – spiega Luigi Manzi, voce oracolare e visionaria della poesia italiana -, siamo una piccola parte compresa nel tutto. Sollecitati alla veggenza, per giungere all’ ignoto “attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza”, come scriveva Rimbaud». Tutto un altro approccio rispetto a quello di fattucchiere, maghi e indovini, che pure non tramontano: sono 13 milioni, secondo una ricerca del Codacons, gli italiani che si rivolgono agli operatori dell’ occulto. Molto più che folklore. Faber e i Tarocchi Astrologia ed esoterismo, dunque, appassionavano anche Fabrizio De André. Chi lo conosceva bene racconta che il poeta cantautore, prima di ogni concerto, si affidava a un giro di Tarocchi. Di ogni musicista chiedeva il segno zodiacale. Emilia Pignatelli è la scenografa che ha progettato e costruito quel castello di carte che ha caratterizzato le ultime apparizioni di Faber. Oggi si occupa di promozione culturale ma ricorda bene l’ entusiasmo dell’ artista per quella idea costruita schizzo dopo schizzo: la struttura in compensato e, stampate su tela, le carte di un mazzo di Tarocchi genovesi del 1800. «Passai giorni ad ascoltarlo, seguendo le prove e i suoi ragionamenti e nulla mi è sembrato più vicino al suo mondo di quelle figure così dense di significati », racconta la scenografa. Suo marito era Pepi Morgia, il regista dei concerti di De André. Ispirato da quell’ allestimento e dalla magia stessa dell’ opera del cantautore, lo scrittore genovese Fabrizio Calzia (che è editore di Galata), insieme a Rita Casalboni, ha pubblicato “I Tarocchi e Faber”, libro e cofanetto che spiegano gli arcani di De André e la loro composizione, celebrando «il continuo rinnovarsi della vita». La via femminile dei Tarot Marianne Costa, scrittrice, poetessa, studiosa di letteratura comparata, è una tarologa di fama internazionale. Vive a Parigi ma viene in Italia almeno due volte l’ anno per incontrare i suoi allievi. A marzo sarà ad Assisi, a maggio a Bologna. Ha ereditato, e poi rielaborato, il pensiero di Alejandro Jodorowsky al quale è stata legata sentimentalmente per diversi anni. Jodorowsky lo sciamano Di origini cilene, Jodorowsky, artista eclettico e visionario (mimo, attore, regista, autore di teatro, poeta, romanziere e sceneggiatore di fumetti) è soprattutto uno psicomago . Uno sciamano d’ Occidente che esplora nuovi linguaggi dentro il labirinto emotivo dell’ animo umano. Per anni ha tenuto letture collettive e gratuite nei bistrò parigini: ogni mercoledì era al Temeraire Cafè con il suo mazzo di carte. È lì che ha conosciuto Marianne. Lei ha poi continuato il suo percorso da sola, accostandosi alle visioni di André Breton e Italo Calvino: da “Arcano 17”, il libro più esoterico del surrealista francese, a “Il castello dei destini incrociati” in cui i racconti dello scrittore italiano nascono dalla combinazione dei Tarocchi. «Così ho scoperto il linguaggio degli emblemi e quella dimensione narrativa che ci consente attraverso la lettura delle carte di emergere dalla nostra storia in modo eroico», spiega la tarologa, che per Real Time, in collaborazione con la Scuola Holden di Torino (Storytelling&Performing Arts), ha realizzato una serie di story counseling dedicata alle relazioni amorose, per sperimentare il potenziale trasformativo delle storie. Un format curato da Filippo Losito. Storia e deontologia L’ ultimo libro di Marianne Costa “Le Tarot, pas à pas” è in uscita nelle librerie francesi: 480 pagine con una sezione dedicata alla storia dei Tarocchi, una all’ interpretazione, un’ altra alla deontologia . «Le carte sono innanzitutto uno strumento di ascolto – spiega l’ autrice -. E la lettura ci obbliga a mantenere una postura neutrale, mai una presa di potere sui consultanti». Con il volume sarà distribuito un antico mazzo di Tarot de Marseille. Tarocchi perfetti per la maggior parte degli addetti ai lavori, capaci di seguire l’ intero viaggio dell’ uomo, dal Matto (lo zero) al Mondo (Arcano 21). Che a partire dal ‘600 si diffusero in tutta l’ area transalpina: cinquantasei per mazzo, di quattro semi italiani, bastoni, spade, coppe e denari, e 21 trionfi (gli Arcani maggiori) più uno, il Matto (Le Mat). Probabile la derivazione piemontese. Professionisti e studenti Gli stage in Italia di Marianne Costa sono organizzati da Elena Valzania, farmacista e naturopata romagnola: «C’ è un interesse crescente verso il mondo dei Tarocchi che riguarda profili di ogni tipo, dal professionista allo studente. Molti gli operatori del mondo olistico, tante le donne». E la proposta è più contemporanea: «I Tarocchi oggi fanno parte di una certa élite culturale, interessata a psicoanalisi, filosofia, yoga e poesia». Da Bologna allo Yucatan, anche Cristobal Jodorowsky, figlio di Alejandro, organizza seminari dedicati a Tarocchi e psicoteatro. Mentre a Milano introduce al mondo delle carte e delle genealogie un allievo di Marianne Costa, Fabio Albertini, nobili origini napoletane, economista, maestro di yoga. Per partecipare bisogna prenotare con largo anticipo.

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