2 Marzo 2020

L’ hotel Eden chiude a tempo: «Terribile raffica di disdette, così non possiamo lavorare»

LA STORIA PADOVA L’ hotel Eden di via Cesare Battisti chiude per psicosi coronavirus e conseguente collasso delle prenotazioni. «Siamo arrivati al capolinea della nostra attività alberghiera in centro storico per un periodo ancora non ben definito, a discapito dei nostri dipendenti, dei nostri fornitori e della nostra stessa azienda – esordisce il direttore Simonetta Fincato -, arriviamo a questa sofferta decisione in ginocchio, dopo piogge di disdette. Tutti ci consideravano come contagiati da Coronavirus ma è una falsità. Siamo del resto nell’ era digitale dove certe notizie si diffondono in pochi secondi e dove tutto può cambiare in altrettanti pochi secondi, nel bene e nel male». Una chiusura decisa per contenere danni e costi nonostante, come afferma il direttore, per i dipendenti a chiamata questo significhi la mancanza dello stipendio. «Le nostre casse non vedranno più entrate, ma solo e comunque spese fiscali, fino a prova contraria. Altre realtà come la nostra, di piccole-medie dimensioni ci hanno preceduto e hanno abbassato le serrande già da giorni – continua Fincato – la lista comincia ad allungarsi e a diventare un fatto reale e non più soltanto statistica». Il direttore rileva come il mese di febbraio aveva registrato, con grande sorpresa, un aumento dell’ 80% di presenze rispetto al 2019 e il trend di marzo, secondo le previsioni, anche una percentuale più alta. «Tutto questo ora è vanificato, tutta la filiera turistica è stata presa in questa morsa. Il turismo incide sul Pil per il 13% e contribuisce a far crescere l’ intero comparto commerciale, oltre che al gettito di imposta di soggiorno, risorsa importante per i Comuni – considera Fincato – l’ atmosfera è cambiata ma i cittadini si stanno riprendendo da questa Caporetto, e stanno facendo un grande sforzo comprendendo che ci vuole una buona dose di responsabilità per non aggravare ulteriormente il tessuto commerciale, ma la psicosi nel resto d’ Italia e nel mondo ha superato ogni buon senso e ricordo che gli stranieri prenotano l’ arrivo con grande anticipo di conseguenza compromettendo le attività ben oltre l’ emergenza. Certi allarmismi sono stati totalmente infondati. Il Codacons informava i viaggiatori sulla possibilità di annullare qualsiasi viaggio in albergo senza doverne pagare le conseguenti penali, ma con una semplice nota per giusta causa, nonostante le strutture non erano e non sono nella zona chiusa in quarantena e quindi a rischio». Il direttore infine ringrazia per gli sforzi recenti che hanno riunito in un unico tavolo il governo con tutte le associazioni del settore, per attivare un decreto in aiuto al Turismo, non solo nella zona rossa, ma nell’ intero Paese. E chiude: «Il decreto prevede la sospensione dei versamenti di ritenute fiscali Irpef e contributi previdenziali Inps, ma queste misure non sono sufficienti a supportare il danno profondo creato, che ha distrutto mesi di lavoro, di programmazione, di fatturato e di stipendi. Ci auguriamo che possa essere ripreso un tavolo di discussione perché questo decreto possa realmente garantire alle imprese un vero aiuto economico-fiscale, perché se fosse il contrario comprometterebbe l’ intero comparto commerciale, oltre che migliaia di posti di lavoro». L.M.

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