18 Gennaio 2014

L FISCO NON DIMENTICA

L FISCO NON DIMENTICA

IL FISCO è come un pachiderma. Si muove pesante, ma ha una memoria lunghissima. Lo dimostra la storia della signora Laura, una sbadata signora milanese, che il 4 ottobre del 2004, portando a spasso il cagnolino, si era colpevolmente dimenticata di legarlo al guinzaglio e di portare con sé un sacchettino per raccoglierne i fastidiosi ricordini. Colta sul fatto da un vigile, tornò a casa con due belle multe da 50 euro l’ una, delle quali però si scordò bellamente. Errore gravissimo, perché a distanza di nove anni, denuncia l’ associazione di consumatori Codacons, a raggiungerla a casa sono state le cartelle esattoriali di Equitalia per il mancato pagamento delle sanzioni. La signora probabilmente neppure si ricordava più di quei verbali sperduti nel fondo di qualche cassetto. Ma né il Comune né Equitalia hanno dimenticato, anche se il velo d’ oblio della prescrizione dovrebbe scattare dopo cinque anni. Se il fisco si muove con passo lento, però, qualcosa cambia, almeno nel sistema di comunicazione. Equitalia, che regolarmente finisce nel mirino degli italiani perché rappresenta la lunga mano dell’ esoso erario, non ci sta a fare la figura dell’ esattore spietato. E come un fulmine replica: «Non è colpa nostra. Il Comune ci ha fornito i dati riferendo i tributi al 2009». Quindi, giusto in tempo per evitare la prescrizione. Il mistero su chi ha ragione resiste. Ma la morale della storia è una sola: mai pensare di averla fatta franca. Quando c’ è da incassare il fisco si ricorda sempre di te.

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