17 Novembre 2012

L’ export inciampa a settembre

L’ export inciampa a settembre

DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO Anche l’ export sta entrando in crisi. Quella che è ritenuta ‘l’ ancora di salvezza’ da molti settori dell’ economia italiana lancia i primi segnali di debolezza, registrando a settembre il ribasso più forte dal dicembre 2009. Le vendite all’ estero, secondo l’ Istat, sono scese infatti del 4,2% rispetto a settembre 2011 e del 2% in un solo mese. A livello trimestrale, però, il periodo luglio/ agosto settembre ha registrato una crescita tendenziale per le esportazioni (+2,2%). Quella di settembre è stata co- munque una battuta d’ arresto perché ha scontato le forti riduzioni dei flussi verso Cina (-18,8%) e Germania (-10,3%), con perdite diffuse in tutti i settori, anche nei comparti tipici del Made in Italy come tessile e abbigliamento (-7,7%). Sono inoltre diminuite le vendite di macchinari e apparecchi verso Cina e Germania, di metalli di base e prodotti in metallo verso Francia e Germania, che nel complesso, secondo l’ Istat, hanno contribuito per quasi un punto percentuale alla riduzione annua dell’ export. Particolarmente forte è stata poi la flessione dell’ import per gli autoveicoli ( 44,9%), soprattutto negli acquisti da Giappone (-35%) e India (-30,9%); in forte crescita gli acquisti dai paesi Opec (+18%) e Russia (+16,7%), per le vendite di prodotti petroliferi raffinati (+23,4%) e di prodotti agricoli (+5,4%). Le importazioni più depresse delle esportazioni hanno comunque consentito alla bilancia commerciale di essere in avanzo a settembre per oltre 400 milioni di euro. Un saldo positivo che diventa addirittura pari a 4,1 miliardi se si considerano i primi nove mesi del 2012. Un surplus che secondo Assocamerestero, (l’ associazione delle camere di commercio all’ estero) «compensa per circa un quarto la flessione dei consumi delle famiglie ». L’ avanzo non rasserena invece i consumatori, che con il Codacons lamentano come ora siano tramontate «definitivamente le speranze di una ripresa», mentre Federalimentari e le associazioni degli agricoltori sono soddisfatte per l’ andamento positivo del loro settore. © RIPRODUZIONE RISERVATA Giù del 2%, ma sul trimestre è ancora +2,2% Cala di più l’ import, e il saldo è positivo per 408 milioni.

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