10 Gennaio 2014

L’ ex pretore Feleppa: «Rimedi insufficienti, serve la prevenzione»

L’ ex pretore Feleppa: «Rimedi insufficienti, serve la prevenzione»

SALERNO – «Un rimedio all’ inquinamento atmosferico? Ci vorrebbe la bacchetta magica!» Parla così Antonio Feleppa perchè oggi è uno stimato avvocato con studio nel centro di Salerno. Ma fino al 1993 è stato magistrato, e più precisamente pretore con funzioni inquirenti, e sull’ inquinamento un bel colpo lo ha dato. Con o senza bacchetta magica. Avvocato, cosa sta succedendo a Salerno? «Da una parte c’ è un dato sotto gli occhi di tutti, l’ aumento degli agenti inquinanti, un’ emergenza che si connota di vera e propria drammaticità, e dall’ altra una serie di rimedi che si sono già rivelati in altre occasioni insufficienti». In quali occasioni? «Beh, penso all’ iniziativa delle targhe alterne oppure al divieto di circolazione in Costiera amalfitana. Il guaio è che le macchine sono aumentate e gli effetti dei divieti si sono fatti via via sempre più modesti». Però i controlli non partono. «Il problema non si risolve con i controlli, credo che in questo campo sia necessario lavorare sulla prevenzione». Che potrebbe fare la magistratura? «I poteri di un magistrato oggi sono quelli che sono, l’ azione penale, con il nuovo codice, è stata spersonalizzata, non c’ è più un magistrato che ha una sua specificità come poteva essere una volta Feleppa per i reati ambientali o Correra per i reati per la salute dei consumatori, oggi c’ è una sezione in Procura che tratta i reati ambientali. Ai miei tempi si lavorava in maniera diversa, il fenomeno era più contenuto e i risultati alla portata della magistratura inquirente. Anche perchè il vecchio rito consentiva una maggiore incisività perchè era più agile». Lei si è mai occupato di inquinamento da smog? «All’ epoca il problema non c’ era. Ricordo che dopo una serie di esposti di Carlo Renzi, non ancora presidente del Codacons, feci disporre delle indagini che si basavano su alcune centraline mobili. I test furono effettuati per un paio di mesi e una delle zone più inquinate risultò via dei Principati. Ma non c’ era un dato probatorio di rilevanza penale nè individuai dei soggetti imputabili o quantomeno da indagare. Ma parliamo di fatti che risalgono a venticinque anni fa». C’ è altro inquinamento che l’ impensierisce oggi oltre a quello atmosferico? «Io mi sono occupato molto di salubrità dell’ acqua, di inquinamento da emissione nelle acque di reflui, feci all’ epoca svariati sopralluoghi al depuratore di Salerno. Oggi mi preoccupa il cambiamento in negativo del nostro habitat, in particolare la progressiva acidificazione dell’ acqua di mare che si sta impoverendo dappertutto proprio a causa dell’ inquinamento globale. Gabriele Bojano RIPRODUZIONE RISERVATA.
gabriele bojano

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