3 Marzo 2010

L’ Europa autorizza gli Ogm Via libera alla super-patata

BRUXELLES – E’ durata 12 anni, la baruffa politica e scientifica. E alla fine, ecco qui, l’ Europa concede il via libera: largo alla «super-patata», cioè alla patata geneticamente modificata «Amflora». E largo anche ad altri Ogm, cioè a 3 tipi di mais anch’ essi transgenici. La prima potrà essere coltivata «sotto rigidi controlli» per usi industriali: la produzione dell’ amido, usato per fare la carta. Ma alcuni sottoprodotti di quell’ amido potranno essere usati per i mangimi animali, i mangimi di tutti gli animali. E nella composizione degli stessi mangimi, e anche di alimenti destinati all’ uomo, potranno entrare i 3 «nuovi» tipi di mais. Tutto questo, lo ha deciso ieri la Commissione Europea. Aprendo così agli Ogm (finora erano coltivati solo pochi ceppi di mais) le porte dell’ industria, della stalla, del pollaio. E della cucina. Un progresso troppo a lungo rinviato, per alcuni, un rischio minimo già analizzato da molti scienziati, come ieri ha detto il commissario Ue alla Salute John Dalli. Un incubo ecologico-sanitario, per altri: il primo gradino verso un possibile viaggio nella catena alimentare e nell’ organismo umano. Anche perché sulla super-patata, prodotta dall’ impresa tedesca Basf, vi sarebbero ancora forti dubbi: nel suo Dna sono stati individuati due geni, o meglio due marcatori genetici, che «regalano» al corpo umano la resistenza a due diverse classi di antibiotici, e dunque lo rendono potenzialmente più vulnerabile ad alcune malattie. Ma sono presenti anche in natura, spiegano gli esperti Ue, e certi allarmi sono ingiustificati. Solo un terzo degli Stati Ue, a occhio e croce, concorderà da subito con la Commissione: gli altri, i contrari, potranno sempre ricorrere ai complessi meccanismi della «clausola di salvaguardia». Negli ultimi vertici in cui si è parlato del problema, ogni mossa comune si è arenata su questa spaccatura. Ciò che fa ora Bruxelles, è di riallargare le maglie, lasciar spazio ai singoli governi. Ma dovranno pronunciarsi poi un altro vertice o Consiglio Europeo, e l’ Europarlamento, finora largamente contrario. La spaccatura attraversa tutti gli schieramenti, a destra e a sinistra. Il movimento Greenpeace parla di «rischi inaccettabili», il Codacons di «deliberazione sciagurata». Da Bruxelles, un agronomo come Paolo De Castro- Pd, presidente della Commissione Agricoltura dell’ Europarlamento – invita tutti alla prudenza, contro le «strumentalizzazioni elettorali di giornata»: «Gli Ogm non sono il diavolo, fa bene la Commissione Europea a muoversi con gradualità e cautela attenendosi al principio di precauzione. Già oggi il 90 per cento della soia importata ed utilizzata in Europa è geneticamente modificata. E da essa dipende gran parte della produzione europea di latte e di carne animale. Tra l’ altro, vale la pena sottolineare che lo stesso Barroso (il presidente della Commissione Europea, ndr) ha detto che l’ ultima parola sugli Ogm spetterà comunque ai singoli Paesi europei, ed essi avranno facoltà di autorizzarne o meno la coltivazione sul proprio territorio». Anche due voci dal Pdl- Mario Mauro, capodelegazione, e Roberta Angelilli, vicepresidente dell’ Europarlamento – esprimono «perplessità» e preoccupazione per quanto deliberato dalla Commissione. Ha avuto il via libera dall’ Europa, la super-patata, ma per metà Europa è ancora un boccone indigesto.

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