24 Luglio 2019

L’ estate in città

IL DIBATTITO Flavio Coppola Fuochi e luminarie dividono la città ed accendono la polemica sul Ferragosto avellinese. All’ indomani della presentazione operata dal sindaco Gianluca Festa e dal suo esecutivo del cartellone e delle iniziative dei 50 giorni che partiranno ufficialmente il prossimo 1 agosto, le reazioni dei cittadini e dei rappresentanti politici sono le più disparate. Luca Cipriano, capogruppo dell’ opposizione a Piazza del Popolo, punta l’ indice contro la scelta di ripristinare le luminarie: «Se i fuochi d’ artificio possono essere concepiti come espressione di una tradizione che pure c’ è stata, e quindi attirare delle persone in città, resto estremamente perplesso per quanto riguarda le luminarie. Aspettando di vedere nel dettaglio il piano economico, perché certamente saranno molto onerose rileva colgo semplicemente un ritorno al passato. Non vedo il festival e tantomeno il brand turistico che il sindaco intende ricostruire, bensì un approccio vecchio alla città e alla cultura. Un approccio che non contiene alcuna innovazione». Ma il ring sul quale si scontrano con maggiore vigore i sostenitori del cartellone di Festa e Luongo e i suoi detrattori è ovviamente la rete. Su «Facebook», è netta la stroncatura del ritorno ai fuochi pirotecnici argomentata con le parole del Codacons dall’ ex assessore agli Eventi, Maura Sarno. Del resto, l’ esecutivo Ciampi, che non riuscì ad ottenere dal Consiglio il via libera alla variazione di bilancio che avrebbe liberato i fondi per il Ferragosto non aveva inserito nel suo programma alcun gioco pirotecnico. Quindi Sarno non usa giri di parole: «I fuochi d’ artificio provocano un vertiginoso aumento delle polveri sottili, sostanze non salutari come le polveri di stronzio, bario, rame, alluminio, titanio e ferro. Non si tratta solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudo-moda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali». Poi si sofferma proprio sui rischi collegati alle polevri sottili: «Meno noto, ma ugualmente, grave sia per l’ uomo sia per l’ ambiente, è il problema del Pm10, ossia delle polveri sottili rilasciate dagli spettacoli pirotecnici. Polveri che si depositano ovunque e imbrattano il decoro urbano, e inoltre contribuiscono a peggiorare malattie esistenti oppure a provocarne di nuove, specialmente a carico dell’ apparato respiratorio. I fuochi d’ artificio in un tempo assai breve rilasciano un quantitativo di Pm10 che supera di 8 volte e più il valore limite». Diametralmente opposto il punto di vista del capogruppo di «Avellino Vera», Gerardo Melillo. «Non lo dico solo da consigliere, ma anche da cittadino: Dobbiamo ripristinare le nostre tradizioni. Per troppi anni, abbiamo immaginato di copiare le altre città, dimenticandoci chi siamo. E sono in tanti ad Avellino ad essere tristi per questo atteggiamento». Esponente di spicco della pattuglia consiliare di Festa, non ha dubbi su luminarie e fuochi: «Sono pienamente in sintonia con questo sentimento, e mi fa piacere che siano stati ripristinati. Anche da queste piccole cose, infatti, passa la riscoperta di quella che era una bella città. Noi conclude abbiamo intenzione di rispettare le opinioni di tutti, ma poi si decide. E un fuoco d’ artificio una tantum non credo possa creare problemi». Divisi, ma altrettanto agguerriti, su Facebook, i semplici cittadini: «Vorremo eventi culturali di qualità, concerti, cinema all’ aperto. Altro che luminarie e bancarelle, come trent’ anni fa». commenta Patrizia Mazzone. «Fuochi e luminarie, le cose più belle del tradizionale Ferragosto avellinese. Chi ben comincia è alla metà dell’ opera. Vai Festa», ribatte Massimo Massi Decisamente più concorde il giudizio positivo sui cantanti. Ma non manca chi contesta persino l’ artista di punta, l’ avellinese Ghemon: «Chi è Ghemon? – si chiede forse poco generosamente Francesco Santoli – Che bello buttare soldi, con le strade sfasciate e i collegamenti da terzo mondo, in una città che ha zero cultura da offrire». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this