9 Agosto 2010

L’ estate degli italiani costa di più

 Il caro-ombrellone non conosce crisi 

È come una maledizione biblica, o per dirla in termini più economici, una variabile indipendente da crisi o ripresa: ogni estate deve scattare, per forza, la stangata del caro-vacanze. Cioè tutto deve costare non solo di più, ma molto di più del tasso d’ inflazione. Anche nel 2010, stando all’ Istat, questa regola è rispettata. Particolarmente forte è la spinta delle spese per i trasporti, la benzina e il gasolio, gli stabilimenti balneari (cioè sdraio, ombrelloni eccetera) e i parchi divertimento. Particolare molto negativo per chi si può permettere vacanze solo se va al gran risparmio, quest’ estate rincarano anche gli alloggi proposti come "low cost", cioè a basso prezzo. La maggior parte di queste voci riguardano settori con poca concorrenza o in cui si opera in regime analogo al monopolio naturale. Invece si nota qualche prezzo con il segno meno, che mostra cioè una certa correlazione con l’ andamento generale dell’ economia, per i prodotti o servizi più soggetti alle variazioni del mercato, come la frutta fresca, oppure gli alberghi (soprattutto se appartenenti a catene) e i pacchetti "tutto compreso" dei tour operator, che in quanto grandi imprese sono attente agli andamenti del ciclo e non lavorano (di solito) con criteri ottusamente speculativi (che uccidono il mercato) come troppi altri protagonisti della filiera delle vacanze. Già il viaggio di andata e ritorno in quest’ estate del 2010 risulta più costoso che in quella dell’ anno scorso, a prescindere dal mezzo di trasporto prescelto. Chi viaggia in automobile trova i carburanti rincarati in media del 9,9 per cento, senza contare che le polizze Rc Auto si sono appesantite (lo dice l’ Isvap) del 18 per cento, inoltre c’ è stato un aumento dei pedaggi autostradali che fa la figura del parente povero, paragonato agli altri, con il suo +2,7 per cento ma è già il doppio dell’ inflazione. Amara anche la sorpresa trovata alle biglietterie ferroviarie (+9,5 per cento) e chi ha scelto le isole deve pagare per il traghetto il 7,3 per cento in più. Per i biglietti aerei l’ Istat dice che su base annua il rincaro è dell’ 8,2 per cento. Prezzi in salita, non in modo stratosferico ma più del tasso d’ inflazione, per mangiare: le consumazioni al bar costano il 2,2 per cento in più, con il boccale di birra fresca +1,7 per cento e le bevande analcoliche +1,2 per cento, mentre i ristoranti e le pizzerie segnano un +2,1 per cento. Non si scampa all’ aumento in spiaggia e sulle giostre: i prezzi degli stabilimenti balneari quest’ anno crescono del 2,5 per cento e quelli dei parchi divertimento del 2,7 per cento. Segno più anche per cinema, teatri e musei (+2,1 per cento). Per le spese di soggiorno il portafoglio si alleggerisce se ci si va a incasellare nella voce Istat "altri servizi di alloggio" (+3,4 per cento) che comprende i campeggi, i bed and breakfast e i centri di agriturismo. Cioè sistemazioni tendenzialmente considerate come "low cost". Invece negli alberghi la spesa scende dello 0,6 per cento rispetto allo scorso anno e risparmia pure chi ha scelto il pacchetto vacanza tutto compreso (-0,5 per cento). Buone notizie per chi ha scelto il trekking in montagna: gli impianti di risalita costano meno dello scorso anno (-0,7 per cento). E si risparmia, rispetto all’ estate 2009, anche con altre cose tipiche di questa stagione: i prezzi di molluschi e crostacei subiscono una flessione dell’ 1,9 per cento e la frutta fresca scende addirittura del 6,5 per cento. E la stangata quanto peserà sulle famiglie? Secondo l’ associazione di consumatori Codacons, questi rincari di prodotti e servizi legati alle vacanze e certificati dall’ Istat produrranno un aggravio medio di 120 euro a famiglia. Ma il presidente Carlo Rienzi dice che il vero effetto negativo del caro-vacanza si sentirà a settembre, "quando la maggior parte dei cittadini sarà tornata dalle ferie. La maggiore spesa sostenuta per la villeggiatura, infatti, produrrà una contrazione ulteriore dei consumi delle famiglie, con ripercussioni negative per tutta l’ economia nazionale". Si può provare a spendere meno con qualche accorgimento. Fino al 22 agosto la Esso Italiana e i gestori aderenti a SelfPiù fanno uno sconto di almeno 10 centesimi al litro rispetto al prezzo consigliato a quanti si riforniscono di benzina o gasolio con il self-service negli orari di chiusura delle stazioni di servizio. L’ iniziativa non vale presso tutti i distributori Esso ma in circa un terzo, distinguibili perché espongono la comunicazione di Esso SelfPiù. Lo stesso sconto di 10 centesimi si potrà avere fino al 13 settembre in circa 3 mila distributori con i marchi Agip e Eni dal venerdì sera al martedì mattina durante gli orari di chiusura. Anche in questo caso bisogna cercare un cartello che confermi l’ offerta di sconto. Forse anche per colpa dei prezzi troppo alti il mese di agosto finora è negativo, sulle spiagge italiane, per il 48,7 per cento degli operatori turistici. Un sondaggio realizzato da Trademark Italia fra il 31 luglio e il 4 agosto su più di 1.550 operatori del settore, evidenzia che quest’ estate si accentua il trend iniziato nel 2007. Considerato che è in atto un processo di frammentazione del tempo libero che tende a spezzare il periodo di ferie/vacanze in due o più tronconi distribuiti su diverse destinazioni, e supposto che nel 2010 la metà degli italiani accorci la sua vacanza al mare di un giorno, secondo Trademark l’ Italia balneare perderebbe almeno 16 milioni di presenze. Stimando il fatturato medio di un giorno di vacanza in 95 euro, la perdita di giro d’ affari dell’ industria dell’ ospitalità supererebbe il miliardo e mezzo di euro. Forse un calo dei prezzi nelle località di mare potrebbe incoraggiare i turisti e aumentare il volume degli introiti degli operatori.

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