30 Agosto 2011

L’ esposto del Codacons, che chiede alla procura di verificare eventuali responsabilità del Gemelli, sostiene: nel 2004 il marito dell’ infermiera …

 

 
 
L’ esposto del Codacons, che chiede alla procura di verificare eventuali responsabilità del Gemelli, sostiene: nel 2004 il marito dell’ infermiera si ammalò di tubercolosi. Risposta della direzione del policlinico universitario: «Non è mai giunta né da parte della dipendente, cui è stata diagnosticata la Tbc, né da parte delle autorità sanitarie competenti segnalazione di patologia tubercolotica, di cui sarebbe stato affetto un familiare dell’ infermiera. Tutti gli altri aspetti relativi alla vicenda saranno chiariti nelle opportune sedi con le quali il Policlinico Gemelli sta collaborando fattivamente, fornendo i necessari chiarimenti che di volta in volta vengono richiesti. La Direzione del Policlinico dichiara altresì che massima è stata l’ attivazione della struttura sin dalla insorgenza del problema». Secondo quanto risulta a il Messaggero, nel 2004 il marito dell’ infermiera si ammalò di pleurite tubercolare, una forma non contagiosa, differente dalla tubercolosi polmonare di cui è malata la donna, ma comunque caratterizzata dallo stesso bacillo. Come mai l’ infermiera, quando ha cominciato a sentirsi male nel 2011, non ha pensato di essere malata di tubercolosi? La spiegazione più logica è che la donna, che si era vaccinata e che era stata sottoposta a profilassi nel 2004, abbia ritenuto improbabile che si trattasse proprio di tubercolosi. Quando andò a farsi visitare, anche il suo medico di famiglia ipotizzò una sinusite. Fece un periodo di malattia (attenzione, quando ancora non le era stata diagnosticata la tubercolosi) ma nel reparto di neonatologia, in linea teorica, potevano non sapere le ragioni per cui restava a casa perché, in base alla legge sulla privacy. Nel certificato non è obbligatorio indicare il tipo di malanno per cui un dipendente non va a lavorare. Quando a luglio le sue condizioni sono peggiorate, l’ infermiera andò in una struttura privata per farsi una radiografia al torace. Poi, al pronto soccorso del Gemelli dove capirono che era malata di tubercolosi. Di qui, il ricovero all’ Istituto Spallanzani. Purtroppo, nei mesi precedenti la donna era già malata e, senza volerlo ovviamente, ha contagiato decine di neonati che sono passati dal nido del Gemelli.
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