1 Febbraio 2014

L’ emergenza: bomba d’ acqua su Roma, ore di caos

L’ emergenza: bomba d’ acqua su Roma, ore di caos

ROMA – Frane, smottamenti, salvataggi in extremis, traffico paralizzato, incidenti stradali, black out a catena, interventi chirurgici rimandati, un uomo folgorato da un corto circuito in un centro d’ accoglienza per rifugiati e vivo per miracolo. E, inevitabilmente, un velenoso strascico di polemiche contro il sindaco Ignazio Marino: dall’ attacco frontale del centrodestra all’ ironia sul web. Roma, ancora una volta, si è arresa all’ emergenza annunciata di un’ alluvione che si è abbattuta sulla capitale per tutta la notte e ha continuato a imperversare fino a sera. «È inconcepibile: un nubifragio e l’ intera città si blocca», stigmatizzano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. «Un evento eccezionale, in 12 ore è caduto il 15 per cento della pioggia di un anno» si difende il primo cittadino: quasi le stesse parole del suo predecessore, Gianni Alemanno quando, nel 2011, le strade della capitale si trasformarono in fiumi in piena. «Giustificazione inaccettabile, ogni volta che piove Roma resta paralizzata», replica il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Numeri da record per un bilancio finale ancora impossibile da calcolare: 130 millimetri di pioggia caduti in 12 ore, un metro e mezzo d’ acqua in alcuni quartieri della periferia, quasi 8000 telefonate al centralino del 113, 3000 al 118, 3.700 all’ Acea per problemi alla rete elettrica, oltre 500 interventi dei vigili del fuoco, spesso con gommoni, barche a scafo piatto, 43 pattuglie della strale e300 dei vigili urbani (spesso, in realtà, invisibili) in azione nel tentativo di districare la morsa di lamiere in periferia, 35 mila contatti in due ore al portale della Polizia Roma Capitale. La Cna, Confederazione nazionale dell’ artigianato parla di danni per migliaia di euro. Due le vittime in altrettanti incidenti stradali provocati dall’ asfalto bagnato: un pedone travolto da un’ auto sull’ Appia e un agente di polizia che, la sera di giovedì, si è schiantato con la sua moto contro un autobus sulla Portuense. E mentre tutt’ intorno alla città, sul raccordo come sulle consolari, sulla tangenziale come sulla diramazione della A1 (chiusa per tutta la mattina) le auto restavano incolonnate per ore, in centro, paradossalmente, il traffico era molto piùscorrevole della media. Occhi puntati (e preoccupati) sul Tevere anche se l’ allerta esondazione sembra scongiurata: il livello del fiume ha superato gli 11,5 metri alla stazione di Ripetta: all’ allarme rosso ne mancano due. Il momento più drammatico, se una graduatoria della paura ha un senso, è stato quello di via Umberto Moricca, una traversa di via Baldo degli Ubaldi dove, verso le 10, la frana di una collinetta ha travolto una piccola baraccopoli dove vive un gruppo di zingari. «Abbiamo sentito un boato simile a un tuono e urla disperate da sotto un ammasso di fango» racconta un inquilino. Le ruspe erano tutte impegnate in altri interventi e quando finalmente si è iniziato a scavare molti temevano il peggio ma sei rom (due donne e quattrouomini) sono stati tratti in salvo, incolumi e terrorizzati. La cronaca di questa giornata da cardiopalma è un collage immagini, rilanciate dai cellulari ai blog, che ricordano i fortunali del sud est asiatico: gente sui tetti delle case e auto semisommerse a Prima Porta, probabilmente il quartiere più martoriato della città, dove un pino si è abbattuto su una tubatura sprigionando una fuga di gas e sei palazzine di via Inverigo sono state evacuate; sottopassaggi allagati da Corso Francia a Monteverde, automobilisti salvati dai pompieri. In via Paolo Mendolaghi, zona Casal Selce, una donna incinta è stata colta dalle doglie ed è stata presa a bordo di un gommone e poi di un trattore con cui gli uomini della protezione civile hanno raggiunto l’ ambulanza. Staffetta della stradale sul Gra per trasportare al Bambin Gesù un neonato di 6 mesi in attesa di un trapianto di fegato. Scene apocalittiche sul litorale, da Ostia a Malafede, da Acilia a Dragoncello, quel X municipio dove nel 2011 un ragazzo cingalese morì nella sua casa allagata e che ora ha messo a disposizione le palestre delle scuole per i senza casa. Cento i posti già occupati. Voragini e allagamenti sull’ Aurelia, a Primavalle, a Malagrotta. Le stazioni della metro Lepanto, Ottaviano e Flaminio, trasformate in piscine sotterranee, sono state chiuse anche se, come sottolinea l’ assessore Guido Improta, il servizio non è stato interrotto (per la gente rimasta a piedi, una magra consolazione). Sott’ acqua il reparto di radiologia del Fatebenefratelli, corrente elettrica a singhiozzo al San Camillo. Innumerevoli i black out in tutta la città. Sul web, video di autobus investiti da cascate d’ acqua limacciosa, appartamenti allagati, strade impraticabili, gente in lacrime che ha perso ogni avere. Un’ hashtag rilancia fotomontaggi e sfottò al vetriolo sul sindaco “SottoMarino” «Meglio sui tetti che sotto terra» «Per riempire le voragini usiamo le auto blu» e via di questo passo. E, purtroppo, non è finita: secondo i meteorologi, le precipitazioni proseguiranno fino a domani. L’ allerta maltempo, in realtà, durava da almeno una settimana. Evidentemente, anche stavolta, nessuno l’ ha preso sul serio.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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