L’ Egitto nel caos: islamisti in piazza Strage in carcere
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- Gazzetta dello sport
DANIELE VAIRA Domenica ad alta tensione in Egitto , dopo giorni di sangue che, da mercoledì, hanno visto oltre 750 morti negli scontri in piazza e più di mille arresti tra gli islamisti. Ieri 38 sostenitori di Morsi sono stati uccisi dagli agenti durante una rivolta in carcere. E a rasserenare gli animi non è bastata la rinuncia della Fratellanza a scendere di nuovo in strada al Cairo. Gli islamisti, infatti, avevano annullato, per ragioni di sicurezza, il corteo previsto ieri. Ma centinaia di dimostranti si sono organizzati in marce, sfidando la linea dura delle autorità, e convergendo verso la Corte Costituzionale. Nel pomeriggio è intervenuto anche l’ uomo forte dell’ Egitto, il generale Abdel Fatah al-Sisi , che ha difeso le misure intraprese per far imporre l’ ordine dall’ esercito, definendole «trasparenti e contro la violenza islamista». Il capo supremo delle forze armate ha evocato la minaccia di «un conflitto religioso che rischia di portare il Paese in un tunnel oscuro» e ha chiesto ai Fratelli Musulmani di «rivedere le posizioni». Il governo di transizione pare, però, sempre più intenzionato a mettere fuori legge il partito. Dal militare c’ è stata anche una frase di apertura alla Fratellanza: «In Egitto c’ è posto per tutti». Intanto, Mohamed el-Baradei, ex vice presidente dimissionario dell’ Egitto, ha lasciato il Cairo per volare in Austria. Le reazioni Sul fronte diplomatico, la Ue ha annunciato che rivedrà le sue relazioni con l’ Egitto. In un comunicato, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso hanno fatto appello a tutte le parti coinvolte di usare moderazione e prevenire ulteriori escalation di violenza. «Con gli Stati membri, la Ue adotterà misure mirate a raggiungere tale obiettivo», si legge nel documento, che prosegue: «Non si possono giustificare la violenza e gli omicidi degli ultimi giorni». Un monito è stato rivolto anche da Papa Francesco durante l’ Angelus in piazza San Pietro: «Fede e violenza sono incompatibili. Il Vangelo non autorizza affatto l’ uso della forza per diffondere la fede». La protesta Intanto, anche ieri è proseguito il rientro dei turisti italiani dal Paese africano con voli charter. In 24 ore sono stati quattro i voli dal Mar Rosso che hanno riportato 600 persone all’ aeroporto di Fiumicino, a Roma. E a Napoli due aerei sono atterrati per riportare a casa 300 turisti. Entro oggi rientreranno in Italia in 15 mila. Non è però mancato chi ha deciso di partire nonostante gli allarmi della Farnesina. Sono stati una trentina di “irriducibili” che hanno firmato una liberatoria con i propri tour operator. E contro il Ministero degli Esteri è partita, intanto, una class action da 95 milioni per mezzo del Codacons: «Lo Stato ha inserito in ritardo l’ Egitto tra le mete sconsigliate e ha creato enormi disagi ai turisti», la denuncia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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