1 Febbraio 2015

L’ azienda di informatica, le consulenze in Italia e i sei medici sanzionati

L’ azienda di informatica, le consulenze in Italia e i sei medici sanzionati

Una vicenda complicata, ricca di provvedimenti disciplinari, esposti, diffide e ricorsi al Tar che ruota attorno al software Mfp, messo a punto in vent’ anni di attività dai medici del Servizio per le dipendenze dell’ Ulss 20 con il supporto tecnico di Ciditech, società srl con sede legale a Vigasio. Il software viene utilizzato oggi in un centinaio di Sert italiani, in virtù di un accordo con la struttura capofila di via Germania: vi diamo il programma a titolo gratuito, purchè non apportiate modifiche, così da rendere omogeneo il flusso dei dati che confluiscono al ministero, al Dipartimento per le politiche antidroga e alle forze dell’ ordine. Nessun problema fino a quando i medici del Sert intercettano una lettera in cui la Ciditech, il 6 dicembre 2011, «dichiarava alla Regione Basilicata che l’ azienda ha materialmente sviluppato il software Mfp, ne detiene i codici sorgente e i relativi diritti tecnologici». Oltre alla Basilicata, altre Ulss e Regioni erano finite nel portafoglio clienti della Ciditech, con contratti di consulenza e manutenzione del software. Ultima consulenza prima dello scoppio della “guerra” quella stipulata il 4 giugno 2014 con il Friuli. Il 27 dicembre 2012 il dottor Maurizio Gomma chiede chiarimenti e il 15 gennaio 2013 Corrado Bettero, presidente di Ciditech, risponde chiarendo che «il software Mfp è di proprietà della Ulss di Verona, Dipartimento delle dipendenze» e che entro il 30 del mese avrebbe consegnato «in formato elettronico i sorgenti completi della piattaforma». L’ impegno non viene onorato e la corrispondenza fra Serd e Ciditech si fa sempre più fitta. Il 9 dicembre 2013 i medici ribadiscono «che il software è di esclusiva proprietà dell’ Ulss 20» e richiedono «la corresponsione di 100.000 euro, a saldo forfettario e risarcitorio, da versare, in rispetto alla normativa vigente e in totale trasparenza, all’ Ulss 20 attraverso modalità formali che verranno di seguito comunicate». Il primo atto ufficiale dell’ Ulss 20 è datato 6 maggio 2014: l’ Ufficio procedimenti disciplinari contesta addebiti a sei dirigenti medici. In particolare, si contesta ai medici di aver «avanzato ingenti pretese economiche», di aver disposto «di un bene dichiarato di poroprietà dell’ Azienda senza aver ricevuto alcuna autorizzazione a riguardo» e di pretendere «di imporre a un soggetto terzo limitazioni alla propria autonomia negoziale». Il 13 agosto i sei medici vengono sospesi e il dg Bonavina, con apposita delibera, trasforma la sospensione in sanzione pecuniaria. Due hanno accettato di pagare; Giovanni Serpelloni, Oliviero Bosco e Maurizio Gomma si associano al Codacons per la tutela dei diritti intellettuali del software, i cui manuali vengono depositati alla Siae. E parte il ricorso al Tar: l’ udienza è fissata per il 23 aprile prossimo.

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