10 Febbraio 2013

L’ Autorità: Robin Tax pagata dai clienti

L’ Autorità: Robin Tax pagata dai clienti

ROMA Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri, per questo la tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche è passata alla storia con il nome di Robin tax. Nome che rischia di diventare paradossale se sarà accertato il sospetto dell’ Autorità per l’ energia, secondo la quale alcune imprese soggette al tributo lo starebbero scaricando sui consumatori. Il prelievo è stato ipotizzato in 199 casi, per un totale di 1,6 miliardi di euro di incremento dei margini «dovuti all’ effetto prezzo e tali da costituire una possibile violazione del divieto di traslazione». Le associazioni dei consumatori parlano di «cosa gravissima e vergognosa» e minacciano denunce e class action. I sospetti dell’ organismo presieduto da Guido Bortoni sono nero su bianco nella Relazione al Parlamento sulla Robin Tax (1,5 miliardi nelle casse dello Stato nel 2011), licenziata a fine gennaio. L’ Autorità è tenuta per legge a svolgere attività di vigilanza sull’ applicazione dell’ addizionale Ires, imposta alle imprese energetiche nel giugno 2008 e che non può essere traslata sui consumatori, né in bolletta né su benzina e gasolio. Nella Relazione l’ Autorità evidenzia un quadro in cui appare evidente che alcune imprese si rifanno sui consumatori. Nel corso dell’ attività di vigilanza su dati relativi al 2010, l’ Autorità ha pizzicato 199 operatori (su 476 totali), di cui 105 appartenenti al settore dell’ energia elettrica e gas e 94 a quello petrolifero, in cui «è stata riscontrata variazione positiva del margine di contribuzione semestrale riconducibile, almeno in parte, alla dinamica dei prezzi». Il sospetto è che sia stato infranto il divieto di traslazione. L’ Autorità, che, come chiarito dal Consiglio di Stato non ha di poteri sanzionatori, ha calcola l’ ammontare dei margini teoricamente accumulati facendo leva sull’ effetto prezzo. Nel secondo semestre 2010 per le aziende elettriche e del gas si tratta di 0,9 miliardi di euro in più rispetto al corrispondente periodo pre-tassa, mentre per quelle petrolifere la cifra è appena più bassa a 0,7 miliardi. In sostanza, i consumatori sarebbero stati appesantiti di 1,6 miliardi anche per rientrare della Robin Tax. «Una cosa gravissima e vergognosa», commentano Adusbef e Federconsumatori, per le quali «in due anni e mezzo le famiglie italiane hanno sborsato indebitamente 335 euro». Le associazioni chiedono che l’ Autorità divulghi i nomi delle aziende coinvolte e non escludono una class action , annunciata anche dal Codacons e Adiconsum) che, per il momento, presenterà un esposto in Procura. Enrico «Chicco» Testa, presidente di Assoelettrica (Confindustria) nega la traslazione in bolletta, e definisce la tassa «iniqua e probabilmente incostituzionale».

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