29 Dicembre 2014

L’ automobile ai tempi della crisi

L’ automobile ai tempi della crisi

La crisi continua a mordere, imponendo la necessità di fare i conti con la spending review. Una maggiore attenzione ai costi in cui i riflettori sono sempre più puntati sull’ auto, croce e delizia di molte famiglie, considerato che, secondo diversi studi, in Italia mantenere una vettura costa in media tra i 3.000 e i 4.500 euro all’ anno (tra carburante, assicurazione Rca, tassa di proprietà e manutenzione). Dalla polizza alla benzina, ecco una piccola guida su come correre ai ripari risparmiando. Secondo diversi studi effettuati da unioni dei consumatori ed enti statistici, a incidere sulle spese legate all’ auto sono soprattutto il carburante e l’ assicurazione. Non a caso, secondo l’ ultima edizione dell’ Osservatorio auto mensile di Segugio.it (comparatore di assicurazioni online del Gruppo MutuiOnline), la congiuntura economica sfavorevole spinge gli automobilisti a risparmiare sulle garanzie aggiuntive. La richiesta della protezione da incendio, furto e garanzie accessorie è scesa infatti a settembre al 13,3%, in calo di oltre il 10% rispetto al 23,9% registrato nel secondo semestre del 2013. Risparmiare comunque è possibile. A questo proposito, chiedersi quali sono i premi a cui non è possibile rinunciare e quali invece sono solo accessori, e dunque eliminabili, è un primo passo. In secondo luogo, è possibile ricorrere ai portali che permettono di comparare le varie polizze in modo da poter scegliere quella più economica. Il decreto Bersani-bis sulle assicurazioni ha infatti liberalizzato il mercato, a tutto vantaggio dei consumatori. Ad aiutare nel tentativo di risparmio vengono inoltre in soccorso specifiche assicurazioni per chi non prende molto di frequente l’ auto. Si tratta delle polizze a km e temporanee. Le prime consentono di pagare in base al numero di chilometri percorsi. Nel momento in cui si stipula il contratto, si stabilisce la percorrenza che si vuole coprire con la polizza; se si supera il chilometraggio pattuito, occorre sostenere dei costi aggiuntivi ed estendere la validità dell’ assicurazione. Mentre nel secondo caso, è possibile stipulare un’ assicurazione limitata solo a qualche mese o a qualche giorno. Possono inoltre risultare vantaggiose anche le polizze proposte dalle compagnie online; alla scadenza della propria Rc auto si può inoltre sempre tentare di strappare un nuovo accordo alla propria compagnia. Il costo del carburante resta un altro tasto dolente per gli automobilisti. Basti pensare che negli ultimi quattro anni, secondo stime della Cgia di Mestre, gli italiani hanno dovuto fare i conti con nove ritocchi all’ insù di accise e Iva. Con un po’ di attenzione è comunque possibile ridurre i costi. Ad esempio, sul sito del ministero dello Sviluppo Economico, nella sezione Osservatorio Carburanti (https://carburanti.mise.gov.it/OssPrezzi/accesso.html), è possibile conoscere in tempo reale i prezzi realmente praticati in più di 4.800 impianti di distribuzione, orientandosi sui più economici. Il Mise ha messo a disposizione dei consumatori anche la app Osservaprezzi sui carburanti (disponibile per smartphone e tablet) per la consultazione in mobilità dei distributori di carburanti più convenienti. A offrire un servizio simile è anche il sito PrezziBenzina.it, progetto frutto della collaborazione tra Federconsumatori, Adusbef e Adiconsum che mette a disposizione dei consumatori anche una app (per iOS, Android, Windows Phone e BlackBerry 10). Un’ altra possibilità di risparmio è offerta dalle cosiddette pompe bianche, ossia i distributori senza marchio (sono circa 3 mila distribuiti su tutto il territorio nazionale). Il risparmio, secondo alcune stime, può arrivare anche a 5-6 centesimi al litro. Per orientarsi, sul sito del Codacons è presente l’ elenco aggiornato delle pompe bianche suddiviso per regione. In alternativa, si può ricorrere anche ai distributori discount dove è possibile spuntare prezzi più bassi rispetto ai grandi marchi. Infine, è possibile ricorrere all’ opzione del car sharing, il cui utilizzo è in crescita, soprattutto nelle grandi città. Come funziona? Si acquista solo l’ uso di un’ auto per il tempo che si desidera (e che può spaziare da una sola ora a uno o più giorni consecutivi). Una possibilità che però, secondo uno studio commissionato dall’ Unione nazionale consumatori che ha considerato i costi dei vari spostamenti a Milano, conviene soprattutto in sostituzione della seconda auto. Il costo di quest’ ultima si aggira infatti intorno ai 2.418 euro all’ anno, mentre la spesa per il car sharing varia dai 538 ai 1.219 euro l’ anno. Discorso diverso invece per la vettura principale con la quale l’ auto in condivisione perde il confronto: il costo annuo per mantenerla a Milano si aggira intorno ai 4.690 euro, a fronte di una spesa per il car sharing che oscilla tra 11.270 e 13.800 euro. © Riproduzione riservata.
pagina a cura di anna di santo

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