21 Novembre 2013

L’ AUTOBUS DI ASSOUTENTI CAMBIA STRADA PER NON PASSARE DAVANTI ALLE RIMESSE

L’ AUTOBUS DI ASSOUTENTI CAMBIA STRADA PER NON PASSARE DAVANTI ALLE RIMESSE

SI È TENUTO lontano dalle rimesse Amt, l’ autobus affittato dalle associazioni dei consumatori per offrire un servizio alternativo nei giorni dello sciopero selvaggio del trasporto pubblico. «Non vado mica a giocare col fuoco – sorride Sergio Miglio, autista per la ditta Robba – Il tragitto è stato leggermente modificato rispetto a quello del bus numero 12 sulla linea Brignole-Prato: all’ altezza di via Bobbio giriamo sull’ altra sponda del Bisagno, costeggiando il carcere e proseguendo sino al ponte Guglielmetti dove giriamo per tornare sul percorso tradizionale». Passando lontano dalle rimesse di via Montaldo e delle Gavette e dalla rabbia degli autisti, che comunque chissà se riconoscerebbero il bus “concorrente”: una vettura affittata, con tanto di cartello “riservato” sul davanti come un qualsiasi mezzo per gite, con la differenza che a ogni fermata del bus si ferma a informare le persone del servizio.Il bus è totalmente gratuito ed è in servizio dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 20 grazie a cinque associazioni dei consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Codacons, Casa del Consumatore e Lega Consumatori): «Ci siamo tassati – spiega Stefano Salvetti di Adiconsum – perchè, pur comprendendo i motivi di agitazione dei lavoratori Amt, riteniamo scorretto che vengano ignorate le fasce protette soprattutto nella direttrice Brignole-Prato dove non ci sono alternative al bus».Anche per questo i consumatori invitano tutti coloro che hanno dovuto servirsi dei taxi a conservare la ricevuta: «Chi pur pagando un abbonamento ai bus non ha potuto usufruire del servizio – spiega Furio Truzzi di Assoutenti – ha diritto a un rimborso: nei prossimi giorni daremo il via a un’ azione risarcitoria. Amt, secondo i nostri calcoli, ha risparmiato tra stipendi e carburante circa 250mila euro al giorno» ••• I DISAGI dello sciopero Amt si sono fatti sentire ancora di più all’ interno ospedale San Martino dove l’ autobus collega l’ ingresso principale con il padiglione Specialità, il Monoblocco e l’ Ist. Da due giorni non circola, tra le proteste dei pazienti e dei parenti dei ricoverati che sono stati costretti a percorrere a piedi i viali alberati o le scalinate – a metà mattinata anche sotto la pioggia – per raggiungere i padiglioni in collina. Non sono due passi e molti anziani si sono lamentati. «Capisco lo sciopero per difendere i posti di lavoro, ma potrebbero fare qualche eccezione. Mio marito è ricoverato al Monoblocco e io faccio fatica a fare la salita a piedi», si è sfogata un’ anziana di Staglieno che era riuscita a farsi dare un passaggio da una vicina di casa. Da segnalare il gesto di uno degli autisti del San Martino Ist. Ieri mattina verso le undici era davanti alla palazzina dell’ amministrazione, dove c’ è il capolinea del bus interno. Ha sentito che due persone, un uomo e una donna, dovevano andare a fare una visita, le ha fatte salire in macchina e li ha accompagnati fino all’ ingresso del Monoblocco e al piano zero dell’ ex Ist. ••• LA SCRITTA su pannelli a messaggio variabile in tutta la città è apparsa fin dal mattino: «Corsie dei bus libere». Una decisione presa dal Comune per agevolare il traffico prevedibilmente congestionato nella nuova giornata senza mezzi pubblici, ma i taxisti genovesi non erano stati preavvisati. E non l’ hanno presa bene. «Nel momento in cui siamo rimasti l’ unico servizio pubblico in città e sarebbe stato logico agevolare il nostro lavoro – dice Walter Centanaro, presidente della cooperativa Radiotaxi – è arrivato un provvedimento che ha complicato le cose per noi e per l’ utenza». Ieri i taxisti hanno potenziato i loro turni, moltiplicando le corse che si sono succedute ininterrottamente senza quasi tempi di attesa alle fermate. «Sicuramente i nostri taxi ieri hanno lavorato molto – dice Centanaro – e dal punto di vista commerciale non possiamo sicuramente lamentarci. Però anche per noi è stato tutto molto più difficile e spesso ci siamo trovati giustificarci con i clienti per i ritardi o al momento del pagamento perché anche i taxi si sono trovati intrappolati nel traffico».

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