L’ ateneo: Spinella stia al suo posto
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Il rettore dell’ università Aldo Tomasi e la preside della facoltà di Medicina Gabriella Aggazzotti, prendono posizione in merito alle ultime dichiarazioni da parte dell’ associazione "Amici del cuore", che per prima ha sollevato il caso delle operazioni di chirurgia vascolare nel centro di Emodinamica del Policlinico: un’ associazione non può cercare di condizionare scelte che spettano solo a noi, dicono il rettore e la preside. Interventi che secondo l’ associazione non sarebbero di competenza del reparto e sui quali si è pronunciata la Regione, segnalando criticità nel laboratorio di Emodinamica del reparto di Cardiologia la cui attività è stata sospesa. La Procura ha quindi avviato un’ inchiesta dopo che il Codacons ha presentato un esposto su circa 40 casi di pazienti operati nel reparto. Il presidente di "Amici del cuore", Gianni Spinella, intervistato dalla Gazzetta, chiede che sia allontanato chi non ha controllato quell’ attività: il direttore generale Cencetti e la direttrice della clinica Maria Grazia Modena. «Abbiamo apprezzato la linea di rigore e silenzio mantenuta dal presidente di "Amici del cuore" nelle settimane intercorse dalla presentazione della sua denuncia alla pubblicazione delle conclusioni consegnate dalla Commissione regionale di indagine – dichiarano in una nota Tomasi e Aggazzotti – Quel riserbo lo abbiamo interpretato come volontà di lasciare lavorare con serenità i soggetti istituzionali chiamati in causa… Ora, però ci pare che l’ obiettivo del presidente di questa associazione si sia spostato dalla condivisibile preoccupazione di dare certezze e rassicurazioni agli utenti a un obiettivo che sembra, a nostro parere, uscire dai binari e interferire pesantemente su scelte e decisioni che competono ad altri, nella fattispecie Regione e università, chiamate per legge a scegliere i direttori generali delle aziende ospedaliero-universitarie e ad esprimersi sui direttori delle strutture convenzionate con l’ ateneo». «Ci sembra, sinceramente, che le considerazioni espresse nell’ intervista di oggi facciano ben comprendere come sia in atto da qualche tempo un disegno che tende a mettere in dubbio la professionalità, il rigore, la serietà e la competenza di tutti i ricercatori universitari che con impegno e dedizione, e anche con disinteresse personale, si prodigano da anni per dare, ai malati modenesi, e non solo, terapie ed assistenza sempre più appropriate. A questo si aggiunge che tutti i progetti di ricerca con ricaduta assistenziale sono esaminati e approvati dopo un attento esame da un Comitato etico ben conosciuto per competenza e rigore. Alzare sospetti indiscriminati sull’ attività dei ricercatori non risponde alla volontà di fare chiarezza, ma va in realtà a perseguire chi in decenni di storia ha dato contributi fondamentali al progresso e al miglioramento delle cure. Immaginare che dietro agli studi fatti dai ricercatori si muovano chissà quali interessi – conclude la nota di Tomasi e della Aggazzotti – significa alzare un inutile polverone, che è in contrasto con le finalità e la ‘ mission’ di un’ associazione non profit, cui non può essere negato il diritto di critica, ma della quale va stigmatizzato il comportamento quanto esso esce dalle finalità proprie di un’ associazione di volontariato».
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